Le date dei referendum giustizia e suppletive: quando si vota
Il governo ha ufficialmente tracciato il percorso per una delle riforme più attese e discusse della legislatura, fissando la data…
Il governo ha ufficialmente tracciato il percorso per una delle riforme più attese e discusse della legislatura, fissando la data di un appuntamento democratico fondamentale
L’annuncio ufficiale è giunto al termine della riunione del Consiglio dei Ministri svoltasi lunedì 12 gennaio, durante la quale l’esecutivo ha definito il calendario elettorale primaverile. La decisione di accorpare le diverse consultazioni nasce dalla volontà di ottimizzare i costi organizzativi e garantire una maggiore affluenza, concentrando in un unico fine settimana diverse scadenze politiche. Il cuore della tornata sarà il referendum confermativo sulla riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, un tema storico del dibattito giuridico nazionale.
Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 i cittadini italiani torneranno alle urne per esprimersi sulla riforma della giustizia e per rinnovare alcuni seggi parlamentari vacanti.
La separazione delle carriere
Il provvedimento sulla separazione delle carriere rappresenta il culmine di un iter legislativo complesso che mira a modificare profondamente l’architettura dell’ordinamento giudiziario italiano attuale. Secondo il testo approvato dal Parlamento, i magistrati dovranno scegliere fin dall’inizio del proprio percorso professionale se svolgere la funzione di giudice o quella di pubblico ministero. La riforma prevede l’istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura, eliminando definitivamente la possibilità di transitare da un ruolo all’altro durante la vita lavorativa.
Non sarà necessario raggiunger il quorum
Questa modifica strutturale richiede il passaggio referendario poiché la legge costituzionale non ha ottenuto la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti in ciascuna camera parlamentare. Trattandosi di un referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione, non sarà necessario il raggiungimento di un quorum minimo di partecipanti affinché la consultazione risulti valida. L’esito dipenderà esclusivamente dal numero di voti favorevoli o contrari espressi dagli elettori che si recheranno ai seggi nelle giornate di domenica e lunedì.
Elezioni suppletive in Veneto
Nelle medesime date del 22 e 23 marzo, gli elettori di alcuni collegi del Veneto saranno chiamati a scegliere i nuovi rappresentanti per la Camera dei Deputati. Queste elezioni suppletive si sono rese necessarie a seguito delle dimissioni di due figure di primo piano della Lega, che hanno lasciato il Parlamento per ruoli regionali. Si tratta di Alberto Stefani, recentemente eletto Presidente della Regione Veneto, e di Massimo Bitonci, che ha assunto l’incarico di assessore alle imprese e al commercio nella giunta regionale.
La scelta della data non è stata casuale, poiché il governo ha cercato di far coincidere le necessità amministrative locali con il grande appuntamento nazionale sulla giustizia. Si denota una volontà di testare il consenso della coalizione di maggioranza in una regione chiave come il Veneto. La gestione del voto congiunto permetterà una gestione logistica semplificata per i comuni coinvolti, garantendo al contempo che l’attenzione mediatica rimanga alta su entrambi i fronti.