Sanremo, dal pugno di Modugno alle rose di Blanco, Morgan e Bugo: cronaca irriverente dei momenti che hanno trasformato l’Ariston nel palcoscenico delle polemiche italiane

La storia del Festival di Sanremo non è scritta soltanto nelle note degli spartiti, ma trova linfa vitale nei retroscena piccanti e nei gesti di rottura che hanno scosso l’opinione pubblica. Se la musica è il cuore della kermesse, lo scandalo ne rappresenta senza dubbio il sistema nervoso. Rivivere oggi certi episodi significa mappare l’evoluzione del costume italiano, passando dal bianco e nero delle spalle voltate al pubblico di Celentano fino alle moderne provocazioni digitali.

Dalle provocazioni storiche ai drammi d’autore

Il percorso di rottura inizia nel lontano 1958, quando Domenico Modugno dovette ricorrere alle maniere forti (un pugno, si dice) per convincere un titubante Johnny Dorelli a salire sul palco. Una tensione che portò al trionfo di “Nel blu dipinto di blu”. Ma non sempre lo scontro finisce in gloria: il 1967 resta impresso nella memoria collettiva per il tragico addio di Luigi Tenco, un gesto estremo che trasformò l’Ariston in un luogo di riflessione profonda sulla validità delle giurie e del mercato discografico.

Rino Gaetano e la rivoluzione del linguaggio: quel “sesso” che scosse l’Ariston

Tra le pagine più rivoluzionarie della kermesse, brilla la stella di Rino Gaetano. Era il 1978 quando il cantautore calabrese, con il suo cilindro e la sua ironia tagliente, pronunciò per la prima volta nella storia del Festival la parola “sesso” all’interno del brano Gianna. Fu un terremoto per l’epoca: un tabù infranto che oggi appare quasi ingenuo, ma che allora segnò il confine definitivo tra la vecchia canzone melodica e il nuovo linguaggio della realtà. Un momento di rottura totale che ha aperto la strada a ogni futura provocazione verbale sul palco più ambito d’Italia.

Dalle spalline di Patsy Kensit alla “farfallina” di Belen

Il costume italiano è passato anche per momenti di leggerezza trasgressiva, come la spallina “galeotta” di Patsy Kensit nel 1987 o il discusso tatuaggio, la farfallina di Belen Rodriguez. Ma il Festival ha saputo anche farsi specchio di tempi duri, come l’edizione spettrale condotta da Amadeus e Fiorello tra le poltrone vuote. Non sono mancate le contestazioni religiose, dal “Wojtilaccio” di Benigni, fino alle accuse verso La Sad e i recenti intoppi tecnici di Bresh e Cristiano De André, che hanno trasformato un omaggio a Faber in un piccolo caso editoriale nel 2025.

Il “Sincero” caos di Morgan vs Bugo a Sanremo 2020

Cosa dire sulla clamorosa lite sul palco dell’Ariston? È stato uno dei momenti più surreali e iconici della storia del Festival. Tutto accade durante la quarta serata, quando la coppia entra in scena per cantare il brano “Sincero”. Il clima era già teso dopo la serata delle cover, ma nessuno si aspettava l’esplosione in diretta. Morgan, in un atto di pura guerriglia psichedelica, decide di cambiare unilateralmente il testo della canzone, trasformandolo in un attacco frontale al suo compagno di squadra. Risultato? Squalificati.

L’era dei look audaci e delle liti in diretta

Loredana Bertè ha segnato un’epoca nel 1986, anticipando Lady Gaga con il suo celebre pancione finto in latex, simbolo di una femminilità complessa e dirompente. Gli anni Novanta e Duemila hanno invece cavalcato l’onda dell’imprevisto: dal finto suicidio sventato da Pippo Baudo alla rivolta dell’orchestra nel 2010. Ogni edizione aggiunge un tassello al mosaico del gossip, come dimostrato dall’ impeto distruttivo di Blanco contro le rose. Sanremo sopravvive a se stesso proprio grazie a questo mix esplosivo di talento e irriverenza.

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