di Armando Sanchez

Luigi Zeno, classe 2007 originario di Napoli, è una giovane promessa del cinema e della fiction italiana. Luigi è la prova che l’arte non ha età: con passione, impegno e coraggio ha saputo trasformare il palcoscenico in uno spazio di verità, responsabilità ed emozione, diventando un punto di riferimento per tanti ragazzi. Inoltre, ci fa piacere sottolinearlo, si impegna nel sociale contro il bullismo, girando per le scuole con il format Pausa Caffè contro il bullismo, con i Giovani, iniziativa per la quale ha ricevuto riconoscimenti al Senato della Repubblica e al Parlamento Europeo.

Luigi, ci incuriosisce il suo talento. Come nasce la sua passione per la recitazione?

«Non lo so spiegare, non è razionale. Mi spiego meglio: esiste da quando ero bambino, ho sempre voluto essere ammirato, mi piace suscitare una reazione del pubblico, sia che fossero familiari o estranei, però le emozioni più belle le ho sempre ricevute da me stesso, osservando il lavoro svolto con autocritica e voglia di migliorarmi. Questo mi ha permesso di collaborare già con figure importanti del settore cinematografico».

C’è stato un momento professionale, pur considerando la sua giovane età, che ricorda con piacere?

«Il primo “buona la prima” è stata un’esperienza che non si può spiegare in breve. Sei lì, dentro la scena, concentrato e non ti aspetti che vada subito bene, che tu abbia centrato subito intenzione ed emozione giusta. Per un attore è importante sperimentare nuove situazioni per aumentare le  potenzialità».

Lei è stato protagonista nella serie Netflix La Scuola e ha recitato nel film La Promessa di Patrizio. Che esperienze sono state?

«Sono state esperienze irripetibili, perché ogni volta che si entra in scena è come se fosse la prima volta. Nel momento in cui si incontra il cast e tutta la troupe si diventa una famiglia. è una sensazione bellissima».

Oltre alla tv e al cinema, ha fatto anche teatro, al Teatro Teder di Napoli, all’interno del Napoli Fringe Festival; ha fatto parte dello spettacolo Napoli si gira! – 2500 anni di cinema, storia e passione. Ce ne parla?

«Lo spettacolo del Fringe è stato un’esperienza estremamente interessante. Lo studio di un copione e il montaggio di una scena teatrale con tutto il gruppo sono stati molto formativi».

Preferisce cinema o teatro?

«Preferisco recitare, non ho interesse per il contesto. Certo, sono due mondi differenti anche se simili, ci sono dinamiche diverse che rendono il teatro più intimo e vivo».

Combatte il bullismo da tempo. Quanto è importante il suo lavoro per aiutare i giovani?

«Credo sia importante, perciò lo faccio mettendoci molto impegno e serietà. Spero sempre che in ogni evento i ragazzi si possano rendere conto della gravità delle loro azioni, o non azioni, in alcuni casi».

C’è spazio per l’amore nella sua vita?

«Sono molto riservato, ma posso dirle che sono ancora single, in attesa di una donna che mi rapisca il cuore».

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