Pina e Giovanni Acanfora di Givova: con la Nazionale cantanti sempre
Il brand Givova accanto alla Nazionale Cantanti
Quella tra il marchio italiano di abbigliamento sportivo Givova e accessori e la nazionale cantanti è più di un rapporto commerciale: è un legame che parla di amicizia, valori, amore per quello che si fa.
Givova accanto alla Nazionale cantanti
Vi siete mai chiesti: i sogni, potendo vestirsi, cosa indosserebbero? Probabilmente l’abbigliamento sportivo Givova. Perché è così che ci piace immaginarli: atleti che corrono forsennati verso il traguardo, con la fretta di avverarsi.
Fondato nel 2008, Givova è un brand italiano di abbigliamento sportivo che, in pochi anni, è riuscito a costruirsi uno spazio riconoscibile, ribadendo il proprio prestigio in un mercato dominato da grandi multinazionali.
Ha inoltre stabilito una solida alleanza con diversi programmi televisivi, di cui è sponsor. Anche con il Festival di Sanremo Givova ha creato un ponte. Per parlare di tutto questo abbiamo incontrato Pina Lodovico Acanfora, cofondatrice dell’azienda insieme al marito Giovanni Acanfora.
Signora Acanfora, qual è la genesi di Givova?
«Nasce dalla lunga esperienza di mio marito Giovanni Acanfora, che per circa vent’anni ha vamministrato un’altra azienda sportiva. Visti i risultati ottenuti, ha acquisito tale fiducia nelle proprie competenze da imbarcarsi in una nuova sfida: creare un brand tutto suo. Benché, da avvocato, mi fossi sempre occupata di altro, credetti nell’iniziativa ed entrai in azienda come collaboratrice. Il tempo mi diede ragione».
Quindi, per affiancare suo marito, mise da parte l’avvocatura?
«Tutt’altro: l’ho integrata in Givova. Mi occupo della parte legale e contrattualistica dell’azienda».
Anche voi vestite Givova?
«Siamo i principali testimonial dei nostri prodotti, ai quali guardiamo sempre con occhio attento. Questo approccio ci ha permesso di migliorarci negli anni. Del brand siamo, al contempo, giudici e fan. Anche i nostri figli, indossando Givova, ci aiutano a individuarne punti di forza ed eventuali criticità».
Qual è stato il momento in cui avete intravisto nella Tv un’occasione di espansione?
«La linea di demarcazione è stata sicuramente la pandemia. In quel periodo ci fu proposto di sponsorizzare un programma incentrato sull’attività sportiva. Poi, una dopo l’altra, sono arrivate altre collaborazioni con il mondo dell’intrattenimento televisivo, come quella con il Grande Fratello, finché non è diventata una consuetudine. Nello spettacolo mi piace che lo sport rappresenti spesso un’occasione per diffondere messaggi sociali».
A proposito di messaggi sociali: quando è nato il sodalizio tra Givova e la Nazionale Italiana Cantanti, fondazione calcistica nata con lo scopo di sostenere progetti di solidarietà?
«Parliamo di circa diciotto anni fa, praticamente agli albori del marchio. C’era bisogno di un brand sportivo che vestisse gli artisti e la scelta è ricaduta su Givova. Il nostro legame con la Nazionale Cantanti va oltre il semplice rapporto di sponsorship: condividiamo ideali, valori e visione».
Si tratta più di una collaborazione valoriale o di una scelta strategica di visibilità?
«Con molta onestà rispondo: entrambe le cose. La promozione del brand è fondamentale, ma se puoi ottenerla facendo del bene, la gratificazione è doppia».
In che modo Givova si è lega al Festival di Sanremo edizione 2026?
«Durante l’ultima edizione diversi artisti della Nazionale Italiana Cantanti si sono esibiti al Festival. Lo stesso fondatore della Nazionale, Mogol, ha ricevuto il Premio alla carriera. In collaborazione con Radio Bruno, a Sanremo è stata creata una location per accogliere i cantanti del Festival e omaggiarli con una maglia special edition della Nazionale.
Inoltre, insieme all’azienda di strumenti musicali Bontempi abbiamo dato vita all’iniziativa “Coloriamo i sogni”, che ha una mascotte, Arcobalì. Questo simpatico pupazzetto ha regalato biglietti per il Teatro Ariston a chi, pur sognando di assistere al Festival dal vivo, non avrebbe potuto permetterselo a causa di difficoltà economiche».
Quali sono i vip che vestono Givova?
«La lista è lunga. Sicuramente molti dei concorrenti passati dalla Casa del Grande fratello: Elisabetta Gregoraci, Pierpaolo Pretelli, Giulia Salemi, Valeria Marini, Denny Mendez…».
Tra i protagonisti di Sanremo 2026 c’è chi ha vestito il vostro brand?
«Mi vengono in mente Sal Da Vinci, Fedez e Marco Masini. Se non erro, anche Carlo Conti in passato ha manifestato apprezzamento per Givova».
In una realtà imprenditoriale popolata da colossi, come si fa a emergere?
«Osservando i giovani e dando risposte concrete alle loro esigenze. Inoltre, è fondamentale non imitare i competitor. Il segreto per avanzare è difendere la propria identità. Con questi presupposti, il successo diventa quasi una conseguenza. La più auspicabile».
C’è una canzone di Sanremo che vi rappresenta come azienda?
«Ci riconosciamo molto in uno degli inni della Nazionale Cantanti: “Si può dare di più”. Tanto come brand quanto come individui, ne abbiamo fatto un mantra. Si può sempre dare di più».
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