Oscar 2026: la storia di Valentina Merli, l’unica italiana premiata
La 53enne bolognese, ma francese d’adozione, è coproduttrice di minoranza di Two People Exchanging Saliva, miglior corto live action.
«Ancora non ci credo: è un sogno!». Esulta così Valentina Merli, l’unica italiana che è riuscita a portarsi a casa un Oscar nell’edizione 2026. La 53enne è infatti coproduttrice di minoranza di Two People Exchanging Saliva, miglior corto live action a pari merito con The singers. Nata e cresciuta a Bologna, Merli da Hollywood ha approfittato della visibilità del momento per lanciare un monito alle istituzioni nostrane: «Penso che il cinema non sia abbastanza sostenuto in Italia. Eppure, abbiamo una tradizione così solida e ammirata in tutto il mondo. Abbiamo registi, attori e tecnici fantastici. Con il giusto supporto, il cinema crea un ritorno economico. Della cultura si mangia eccome», ha detto. La produttrice porta come esempio la Francia dove si è trasferita nel 1999: «Lì ti senti ascoltata», ha detto. È, infatti, a Parigi che, dopo la pandemia, insieme all’argentina Violeta Kreimer ha fondato la Misia Films che sta dietro a Two People Exchanging Saliva.
Two People Exchanging Saliva un corto «che sembra distopico, ma non lo è»
Il corto, che vede due star come Isabelle Huppert e Julianne Moore produttrici esecutive, fa parte della serie ‘By Night’, un progetto delle Galeries Lafayette di Parigi: «Durante il Covid i grandi magazzini erano chiusi e ci proposero di realizzare qualcosa al loro interno, in quel tempo sospeso. Da lì è nata l’idea di girare film di notte, a serrande abbassate. Ci hanno dato carta bianca nella scelta degli artisti e dei registi», aggiunge Merli. Nel film c’è la condizione della donna in Iran, l’America di Trump, le politiche sull’immigrazione, la violenza sistemica: «È un cinema che sembra distopico, ma purtroppo non lo è», continua lei che non si sarebbe mai aspettata di arrivare con quel film in bianco e nero alla notte degli Oscar.
Valentina Merli vive a Parigi con marito e due figli: « Sono i primi che ho chiamato»
«Mi sono arrivati 259 messaggi. Sono davvero commossa!», confessa Merli che, dopo la laurea in Giurisprudenza con una tesi di Diritto privato comparato con la Francia, si è trasferita a Strasburgo per uno stage a Eurimages, il fondo europeo per le coproduzioni cinematografiche. «Da lì è iniziato tutto: sono stata a Roma, sui set, e in seguito mi sono trasferita in Francia», ricorda. Prima della nascita di Misia Films, a Parigi ha lavorato nella vendita dei diritti e nella distribuzione: «Ho la cittadinanza francese, un marito e due figli che vivono lì con me. Sono loro i primi che ho chiamato. Ma mi sento stra-italiana e stra-bolognese! Sono travolta dall’affetto che mi sta arrivando. Mia mamma, mia sorella, mio padre, gli amici erano tutti davanti alla tv», conclude.