Daniel Siad, lo scout di modelle il cui nome compare in numerosi documenti dell’inchiesta su Jeffrey Epstein, è stato trovato morto nella sua abitazione nei pressi di Parigi. Aveva 69 anni ed era finito sotto indagine in Francia con accuse di stupro e altri reati nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla procura specializzata nella lotta alla tratta di esseri umani. La notizia arriva mentre il suo nome continuava a emergere dai cosiddetti Epstein Files, i documenti declassificati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, nei quali Siad compare in oltre mille pagine di corrispondenza e materiale investigativo. La magistratura francese ha aperto un’indagine per accertare le cause del decesso e nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia.

Chi era Daniel Siad e il legame con Jeffrey Epstein

Secondo quanto emerso dalle indagini, Daniel Siad avrebbe collaborato per anni con Jeffrey Epstein reclutando giovani donne in diversi Paesi europei e non solo. Lo scout viaggiava frequentemente tra Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Svezia e Cuba alla ricerca di aspiranti modelle. Le e-mail contenute nei documenti declassificati mostrano un rapporto costante tra Siad ed Epstein. Nelle comunicazioni, il finanziere statunitense chiedeva spesso aggiornamenti sulla disponibilità di nuove ragazze, mentre Siad riferiva dei suoi viaggi e delle donne incontrate durante le selezioni.

In uno dei messaggi, lo scout definiva il proprio lavoro simile a quello di un pescatore, spiegando che servivano pazienza e tempo per trovare le persone giuste. In altri scambi sottolineava persino l’aspetto molto giovane di alcune candidate, indicando l’età solo dopo esplicita richiesta di Epstein. Secondo gli investigatori americani, Siad avrebbe ricevuto anche pagamenti destinati a coprire le spese sostenute durante questi viaggi.

Le accuse e la difesa dello scout

Negli ultimi mesi Daniel Siad era finito nel mirino della magistratura francese dopo la denuncia presentata dall’ex modella svedese Ebba Karlsson. La donna ha raccontato di aver conosciuto Siad nel 1990, quando lui l’avrebbe avvicinata a Stoccolma proponendole un’opportunità nel mondo della moda. Successivamente, secondo il suo racconto, sarebbe stata violentata in Francia. Karlsson ha dichiarato di essere riuscita a identificare definitivamente l’uomo solo dopo aver visto le sue fotografie diffuse durante le inchieste legate a Epstein.

Le accuse comprendevano stupro e tratta di esseri umani. Attraverso il proprio legale, Siad aveva sempre respinto ogni contestazione.

In una dichiarazione inviata nei mesi scorsi al Guardian, lo scout aveva sostenuto di aver sempre creduto che gli incontri organizzati con Epstein fossero semplici casting per il settore della moda e di non essere mai stato a conoscenza delle attività criminali del finanziere americano.

Le indagini proseguono dopo la morte

Daniel Siad non era ancora stato interrogato formalmente dagli investigatori francesi quando è stato trovato senza vita nella sua abitazione. La sua morte arriva pochi anni dopo quella di Jean-Luc Brunel, potente agente di moda francese accusato di aver collaborato con Epstein nel reclutamento di giovani donne. Brunel era morto nel 2022 in carcere, dove si trovava in custodia cautelare in attesa di processo. Anche Jeffrey Epstein era morto nel 2019 all’interno del carcere di Manhattan mentre attendeva il processo per traffico sessuale.

Nel frattempo, la procura francese continua ad analizzare il materiale contenuto nei documenti declassificati dagli Stati Uniti, con l’obiettivo di chiarire eventuali responsabilità di cittadini francesi coinvolti nella rete costruita da Epstein. La morte di Daniel Siad potrebbe ora complicare ulteriormente un’inchiesta che, a distanza di anni, continua a far emergere nuovi elementi e nuovi protagonisti.