Andrea Roncato e Gigi Sammarchi tornano a recitare assieme sullo stesso palco. Saranno in scena al teatro Golden di Roma con lo spettacolo “CI DO… CHE C IDO…CHE CI DO…” per la regia di Gigi Sammarchi martedì alle 21. Lo storico duo comico si riunisce grazie all’intervento di Christan Di Nardo, un  giovane produttore teatrale della 8P Management.

Lo spettacolo ripercorre tutta la vita artistica e non del duo comico che va dalla nascita, nel senso stretto della parola, ai giorni nostri. 40 anni di comicità, dagli esordi con Francesco Guccini, per passare alla TV con Sandra Mondaini, una parentesi sulla Rai, il grande salto sulle televisioni di Berlusconi e poi cinema, teatro e quant’altro. Non si sa cosa sia questo “quant’altro” ma suona bene.
Su di uno schermo alle loro spalle scorreranno foto, filmati, momenti della loro vita pubblica e privata, che ci aiuteranno a capire meglio chi siano Gigi e Andrea che, dopo lo strapotere della comicità romana, napoletana e milanese, hanno portato prepotentemente alla ribalta quella bolognese. Si sa che il classico personaggio bolognese ha, da sempre, una sua dote di innata simpatia, ma fino ad allora, nel mondo dello spettacolo, la parlata bolognese la si sentiva solo da chi impersonava donne di malaffare. Sarà un’occasione per rivedere alcuni dei loro sketch che li hanno resi famosi ed altri completamente inediti e mai passati sul piccolo schermo.

Inoltre ad accompagnare lo spettacolo ci sarà musica e forse, non tutti sanno, che Gigi e Andrea hanno tentato, inizialmente, di mettere piede nel mondo dello spettacolo, formando, in gioventù, un complesso. Così si chiamavano negli anni ‘60 i gruppi musicali.

Ci saranno ad impreziosire lo spettacolo vari ospiti a sorpresa e colleghi. Insomma, qualsiasi persona che abbia contribuito a dare loro una mano per arrivare ad essere annoverati oggi, fra una delle coppie comiche più longeve del mondo dello spettacolo italiano. Due eterni “ragazuoli”, così si definiscono nonostante l’età, che ci hanno aiutato a sorridere e a divertirci e, perché no, a pensare che ridere fa bene alla vita.

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