Belle da Vicino Gualdi Novella 2000 n. 26 2020 rinoplastica

Belle da Vicino: ultime tendenze della rinoplastica

Il dottor Alessandro Gualdi illustra le principali tendenze della moderna rinoplastica: qual è il naso “che va di moda” e quando intervenire.

Gli occhi sono lo specchio dell’anima, l’ovale del volto dà armonia, la bocca sensualità… ma è il naso, lì in mezzo a tutto, che domina la scena. Soprattutto se di dimensioni importanti, o di forma non perfetta, si nota, spicca rubando l’attenzione al resto. Non è un caso che per conoscere le caratteristiche di una persona, si chiede il suo “profilo”. Ecco perché la rinoplastica è l’intervento di chirurgia estetica facciale più famoso, e uno dei più eseguiti in tutto il mondo, richiesto prevalentemente dalle donne, ma non solo.

Il naso è l’elemento più caratterizzante dell’aspetto di un volto, e spesso sono sufficienti piccole correzioni per avere risultati estetici sorprendenti.

Capita spesso che una paziente (parlo al femminile solo perché sono statisticamente più le donne a chiedermi interventi di rinoplastica) venga in studio a chiedermi un naso come quello di Kate Middleton o come quello di Scarlett Johansson, per fare due nomi di modelli molto ammirati ultimamente.

La mia idea è che ciascuno deve avere il naso giusto per il suo volto. Proprio perché è un elemento esteticamente tanto importante, è fondamentale che l’intervento di correzione sia studiato su misura per l’equilibrio di ciascun volto. Stando molto attenti a non seguire desideri assurdi che potrebbero portare a risultati grotteschi (e quanti se ne vedono in giro…), ma stando anche attenti a non farsi condizionare troppo dalle mode.

In passato andava tanto il nasino detto alla francese, quello piccolino, con il dorso concavo e la punta verso l’alto, quello di Ilary Blasi, per capirci. A lei sta benissimo: è il suo naso, lo indico solo come modello di naso che era di moda e ora non più tanto.

Adesso è più richiesto un naso “greco”, con il dorso dritto, la punta tonda (quello di Kate Middleton, appunto). E domani? Chissà…

Intervento e decorso post-operatorio

Ripeto, il compito di un chirurgo estetico è quello di progettare il profilo di ciascuna paziente tenendo in considerazione tre fattori: il desiderio della paziente, perché comunque è la sua faccia; la struttura anatomica, solo così un lavoro sarà equilibrato e duraturo; le dimensioni della fronte e del mento, cioè le proporzioni del volto per evitare di creare un naso che magari di per sé è potenzialmente bellissimo, ma non c’entra niente con il resto.

Provate a immaginare Adrien Brody, che ha fatto del suo naso importate e storto un punto di forza, con un naso a patatina. E Gerard Depardieu, non a caso magistrale interprete di Cyrano De Bergerac, potrebbe mai stare bene con un nasino sottile?

Per questo, è importante la fase preparatoria dell’intervento. Si fanno esami medici per valutare lo stato di salute e anche un’indagine per capire se oltre alla correzione estetica è il caso di eseguire un intervento sul setto, per esempio per correggere un difetto di respirazione. Infine, con programmi informatici si lavora su fotografie digitali per vedere come starà il nuovo naso, e definire insieme alla paziente la sua forma.

Quando tutto è stabilito si passa all’intervento vero e proprio, lavorando sul dorso (in genere per rimuovere la cosiddetta gobba), o sulla punta (per accorciarla o ridurne il volume). Non è un’operazione particolarmente dolorosa, e in genere nel giro di una settimana si può torna- re alla vita quotidiana. Nel giro di quindici giorni, poi, anche gli ematomi spariscono.

a cura di Alessandro Gualdi

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