Dalla New York degli anni Sessanta alla vittoria di Sanremo 2026

Il sipario dell’Ariston ha visto Salvatore Michael Sorrentino, per tutti Sal Da Vinci, sollevare il leoncino d’oro. La sua vittoria con il brano “Per sempre sì” rappresenta il coronamento di una carriera iniziata sotto le luci di New York il 7 aprile 1969. Nato negli Stati Uniti mentre il padre Mario era impegnato in una tournée, Sal ha mantenuto la cittadinanza americana senza mai tradire le radici partenopee. Il successo odierno non nasce dal nulla ma affonda le proprie radici in una gavetta d’altri tempi iniziata quando era solo un bambino.

“Troppo forte” con Carlo Verdone

Già nel 1976 il piccolo Sal incideva “Miracolo ‘e Natale” in duetto con il padre, debuttando poco dopo nel mondo della sceneggiata teatrale napoletana. La sua versatilità lo ha portato rapidamente verso il grande cinema, dove ha recitato in alcune pellicole iconiche della commedia italiana. Molti ricordano ancora il suo volto accanto a leggende come Carlo Verdone e Alberto Sordi nel celebre film “Troppo forte” del 1986. In quell’occasione interpretava lo scugnizzo Capua, un ruolo che anticipava la sua capacità di bucare lo schermo con naturalezza e simpatia.

Sal Da Vinci davanti al Pontefice

Nonostante i riflettori del cinema fossero ammalianti, il richiamo della musica è sempre rimasto la bussola principale del suo percorso artistico e umano. Un momento indelebile della sua vita professionale resta l’esibizione del 1995 davanti a Papa Giovanni Paolo II nella suggestiva conca di Loreto. Cantare per il pontefice davanti a oltre 450mila persone ha rappresentato una benedizione artistica che Sal ricorda spesso con profonda e visibile commozione. “Sentire il respiro della folla e lo sguardo del Santo Padre mi ha cambiato per sempre come uomo e come cantante”, ha dichiarato nel backstage.

Rossetto e caffè

Il teatro ha continuato a scorrere nelle sue vene attraverso collaborazioni prestigiose, come il musical “Stelle a metà” scritto insieme all’amico Alessandro Siani. Proprio questa sinergia con il comico napoletano lo ha portato a firmare le musiche del fortunato film “Si accettano miracoli” qualche anno fa. La vera esplosione popolare è arrivata però nel 2024, quando il singolo “Rossetto e caffè” è diventato un tormentone virale. Quel brano ha spianato la strada verso Sanremo, passando per una memorabile serata delle cover insieme ai The Kolors nell’edizione successiva.

Il trionfo del 2026 è arrivato al termine di un testa a testa emozionante che ha tenuto l’Italia intera con il fiato sospeso fino all’ultimo. Sal Da Vinci ha vinto con il 22,2% delle preferenze, superando per un soffio il giovane Sayf che si è fermato al 21,9%. La platea ha accolto il verdetto con una standing ovation che ha trasformato il teatro in un grande abbraccio collettivo verso un artista autentico.

Dario Lessa

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