Cinema 2000 La Casa di Carta 4 Novella 2000 n. 13 2020

Cinema 2000: La Casa di Carta 4 scaccia la noia da quarantena

Netflix aiuterà a scacciare la monotonia da quarantena emettendo la stagione 4 di La Casa di Carta, fenomeno televisivo spagnolo.

Meno male che, in questo momento di quarantena, ci sono Netflix & Co. Sui social gira un post, ormai diventato virale, che recita: “Ai nostri nonni è stato dato un fucile e sono stati mandati in guerra, a noi viene detto di stare sul divano ad annoiarci!”. C’è una bella differenza, non credete? Abbiamo la possibilità di stare comodamente seduti nel nostro salotto in posizione relax, possiamo guardare la TV, giocare ai videogiochi, leggere, scrivere, prenderci cura di noi stessi, riscoprire i rapporti familiari. Tutto sommato non è poi così male. Allora tuffiamoci nella maratona delle serie TV, dei film che ci appassionano. Rilassiamoci tra le mura domestiche. Per gli appassionati delle serie, il 3 aprile esce su Netflix la stagione 4 di La Casa di Carta.

La cosa simpatica è leggere sul trailer la frase: “Che il caos abbia inizio”. Nulla di più azzeccato in tempo di Covid-19. I protagonisti danno vita a situazioni appassionanti anche se il produttore esecutivo Jesús Colmenar, come pure regista di alcune puntate, annuncia che i nuovi episodi di La Casa di Carta 4 saranno “più duri per lo spettatore”. Quindi non resta che attendere qualche settimana per scoprire cosa abbia in serbo la quarta serie.

La trama pare avvincente. Il Professore (Álvaro Morte) ritiene che Lisbona (Itziar Ituño) sia stata giustiziata. Rio (Miguel Herrán) e Tokio (Úrsula Corberó) hanno distrutto un carro armato. Nairobi (Alba Flores) lotta tra la vita e la morte. Insomma, una situazione difficile per la banda del Professore, tanto più per la presenza di un nemico tra i ranghi.

Il cuore della Casa di Carta è il Professore

Qual è il segreto del successo di questa serie spagnola? Che cosa ha reso La Casa di Carta un fenomeno di costume? Il Professore è la mente del gruppo, un uomo geniale, che mostra in maniera evidente la sua impreparazione alla vita. Con la sua arguta intelligenza riesce a manipolare le situazioni a proprio vantaggio. Ma nonostante tutto cela all’interno di sé un animo gentile, a tratti fragile. Ciò che lo rende profondamente debole sono i sentimenti, con cui deve fare i conti nonostante la maschera da uomo determinato e vincente.

Il Professore è un criminale-filantropo tanto da affermare: “Noi non ruberemo i soldi di nessuno. Diventeremo gli eroi di queste persone”.

Cerchiamo di comprendere cosa rende il Professore così affascinante, come la serie che lo vede protagonista. Caratteristica spiccata è la sua capacità di mantenere un distacco emotivo, tanto che i componenti della banda hanno un nome in codice, devono distaccarsi dalla loro vita e vivere in una villa isolati. Niente nome, niente passato. Cancellare il vissuto e riprendere un nuovo cammino come se rinascessero a nuova vita.

L’ossessione del Professore è quella di catalogare ogni cosa per non dimenticare nulla. Nessuna scivolata nell’ignoto. Unica regola: lasciare i problemi fuori dalla porta. Tutto deve essere pianificato nei minimi dettagli, con la precisione di un orologio svizzero. Non è concepibile anteporre i propri bisogni al benessere della squadra.

Il comportamento del Professore è rigidamente controllato: vittima della sua stessa routine, nulla deve sfuggire al controllo, tutto dev’essere rigoroso. Con la sua capacità di distaccarsi dal mondo, dagli affetti, diventa un osservatore esterno capace di meglio osservare il tutto.

Il fascino seduttivo del Professore

Ha una spiccata ritrosia al cambiamento: cambiare presuppone una certa variabile di incertezza. Tiene gli stessi comportamenti come se fossero una scaletta rituale ben definita, così da avere tutto sotto stretto controllo. Conosce benissimo ogni mossa, ogni percorso, ogni decisione, ha schemi definiti e precisi. L’imprevisto deve essere anticipato e contenuto, elaborato e gestito.

Queste sue caratteristiche gli creano un alone di seduttività che se da una parte può far nascere rabbia dall’altro cattura, avvolgendo lo spettatore in un alone di fascino. Il Professore diventa un eroe possibile cui potersi ispirare e per le giovani donne un sogno erotico.

E gli origami di carta tanto amati? Un passatempo che fa quando è sotto stress, un comportamento rituale per esorcizzare la pesantezza del momento. Una sorta di scacciapensieri. Così il Professore mette in evidenza la sua parte bambina, quella parte interna a ognuno di noi che immagina la perfezione portandola nel gioco affinché possa diventare reale. Questo aspetto è come una calamita che cattura l’altro facendo sì che diventi una sorta di eroe da imitare e su cui è possibile proiettare le proprie aspirazioni.

Non è bello, non è “tartarugato”, non ha lo sguardo seduttivo. Veste in maniera anonima, eppure piace. Cattura quella parte più nascosta di ogni donna che richiama l’aspetto infantile così da stimolare nell’immaginario femminile una sorta di “avrò cura di te”.

a cura di Barbara Fabbroni

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