Cosa mangia Gina Lollobrigida? Ce lo svela Luigi Salvi, ristoratore di fiducia della divina Lollo. Lui, che è originario di Amatrice, da anni prepara il pranzo e la cena all’attrice. Conosce molto bene i suoi gusti e noi, sempre molto curiosi, lo abbiamo incontrato nel suo storico ristorante sull’Appia Nuova a Roma.

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Un pomeriggio con Gina Lollobrigida

Gina Lollobrigida ha un’energia unica. L’abbiamo incontrata spesso in questi ultimi mesi (siamo anche stati invitati alla festa del suo compleanno lo scorso 4 luglio a Roma), ma ogni volta la grande diva riesce a stupirci. Sull’Appia, dove vive da oltre cinquant’anni, si respira tutta l’aria della Dolce Vita. Che la Lollo conosce bene. Passiamo un pomeriggio con lei ed è indescrivibile con le parole l’emozione.

Pensate che  a gennaio la Lollo tornerà ad Hollywood dove è sempre stata famosissima negli anni. Parteciperà, come vi abbiamo già raccontato, alla Hollywood Walk of Fame: la strada della celebrità lungo l’Hollywood Boulevard e la Vine Street, sulla collina di Hollywood a Los Angeles. Sono oltre duemila le stelle incastonate in questo percorso con i nomi delle celebrità mondiali del cinema. Ci sarà anche Gina Lollobrigida.

Facciamo un salto indietro: molti anni fa la Lollo lasciò Hollywood per tornare a Roma senza accettare compromessi. Una scelta forte e che poche persone avrebbero preso.  «Andai lì, come vi ho raccontato, dicendo sì a Howard Hughes, che era un ricchissimo produttore cinematografico. Voleva rinchiudermi in una “gabbia dorata”. Mi regalò gioielli, che rifiutai, vestiti e qualsiasi altro oggetto di lusso. Io decisi di tornare a Roma. Fu una scelta coraggiosa. Ma deciso di ricominciare da capo, con le mie forze. Anche perché in quegli anni ero sposata con Milko Skofic. Non me ne pento. Se tornassi indietro rifarei la stessa cosa», ci racconta.

Tutti noi siamo legatissimi alla Gina nazionale e quando ci sistemiamo seduti sul divano per chiacchierare con lei (sono circa le 16) notiamo tutta la sua energia. Chi vi scrive a poco più di trent’anni e resta stupito ogni volta che incontra Gina: una donna unica che, pur avendo da poco compiuto tre volte trent’anni (le ci tiene a precisarlo), ha un’inimitabile vitalità. Si alza, ci mostra i disegni, le sculture, i suoi libri, le fotografie (bellissime) che ha scattato in oltre settant’anni di carriera. Inutile descriverle. Non esisteva a quei tempi Photoshop per i ritocchi, ma Gina (che è una vera artista) ha anticipato i tempi sovrapponendo immagini, colori e luci. E poi, come dicevamo le sue statue, che realizza a Pietrasanta dove ha un grande laboratorio. Lei è molto legata a questa città, candidata capitale della cultura nel 2020. La Lollobrigida è pronta a diventare madrina di Pietrasanta. Facciamo un volo immaginario proprio lì, dove lei da anni realizza decine di state bellissime. Uno dei suoi ultimi lavori l’ha firmato insieme a Orazio Pagani. La statua è stata presentata in occasione del suo compleanno, a Roma, ed è stata messa all’asta. Pare che siano arrivate offerte che superano i due milioni di euro. Il ricavato sarà interamente destinato ad un progetto di ricerca scientifica.

Gina è Gina. Ed è acclamata ovunque.  Quando arriva si srotolano tappeti rossi e gli applausi durano minuti e minuti. In Russia, in America, in Inghilterra o in Germania decine e decine di giornali parlano di lei, dei suoi film e i suoi libri (che raccontano la sua arte) sono stati stampati in tantissime lingue diverse dall’italiano. Lei, ci assicura, di volerne scrivere ancora cinque. E conoscendo la sua energia pensiamo che sarà realmente così.

Il cinema ha iniziato a farlo per caso. Non era affatto nei suoi programmi. Gina Lollobrigida avrebbe voluto dedicarsi all’arte (pittura, scultura e canto), ma invece la vita le ha riservato ben altro. «Alla fine ho avuto successo con i film», ha raccontato la famosissima attrice in una serie di intervista esclusive che Novella2000 sta pubblicando ogni settimana. La Lollo ci ha raccontato tutta la sua vita. E vi possiamo assicurare che si tratta di una vita sempre vissuta al massimo.

Dalla fame alla fama: Gina, che è stata la prima in assoluto a ricevere nel 1956 il David di Donatello con il film La donna più bella del mondo (diretto nel 1955 da Robert Z. Leonard), ha vissuto la sua giovinezza tra la miseria del dopoguerra ed ha iniziato a fare cinema per portare i soldi a casa.  «Nel dopoguerra bisognava guadagnare per andare avanti. Mio padre aveva una piccola industria di mobili e con la Seconda Guerra Mondiale perse tutto. Eravamo in preda alla miseria. Quando ho iniziato a fare cinema non sapevo nemmeno che sarebbe diventata una vera e propria arte. Quando ci siamo trasferiti a Roma dal paese dove sono nata, Subiaco, mi sono iscritta all’Accademia di Belle Arti e per mantenermi agli studi giravo per locali disegnando caricature col carbonino o facendo i ritratti dei soldati americani. Pensate che un disegno finì persino su Topolino. Poi posavo per alcuni fotoromanzi con lo pseudonimo di Diana Loris. Ho sempre lavorato e mi sono guadagnata tutto per poter vivere», ci svela la divina Lollo.

 

 

 

 

 

 

 

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