di Tiziana Cialdea

IL PRESENTATORE DEVE TUTTO A DUE DONNE: MAMMA LOLETTE CHE L’HA CRESCIUTO DA SOLA E LA MOGLIE FRANCESCA VACCARO. «CON FRANCESCA C’È STATO IL PASSAGGIO DALL’IO AL NOI. È STATA LA SVOLTA DELLA MIA VITA»

Quello che condurrà dal 24 al 28 febbraio sarà il suo quinto Festival di Sanremo, il secondo consecutivo. Dopo le fortunate edizioni del 2015, 2016 e 2017 Carlo Conti, con quarant’anni di carriera alle spalle, tutti passati in Rai, salirà di nuovo sul palco del Teatro Ariston in doppia veste. Oltre a condurre, infatti, è il direttore artistico che del Festival ha già definito ogni scelta. Ragionata e senza eccessi, proprio com’è lui. Nel lavoro e nel privato. Un privato che, si sa, da anni difende con una riservatezza assoluta, benché non abbia nulla da nascondere, anzi. Poco incline a parlare della sua vita “vera”, quella lontana dai riflettori, di recente ha abbassato la guardia.  Ospite di Verissimo da Silvia Toffanin, Conti ha scelto di raccontarsi come non aveva mai fatto prima, ripercorrendo la propria storia personale, da quando era bambino. Orfano di padre quando aveva appena diciotto mesi, è cresciuto con mamma Lolette: «Ha avuto una forza incredibile per rimboccarsi le maniche e crescermi da sola», ha detto. E ha aggiunto: «Mi chiedo spesso se sarei dove sono ora se avessi perso lei invece di mio padre».

Non era la prima volta che parlava di lei. Un anno fa, esattamente l’11 febbraio 2025, durante la conferenza stampa del Festival, a poche ore dalla prima serata, rispondendo a una domanda sul rapporto tra genitori e figli e sui valori da trasmettere, Conti si è commosso. «Scusate, se parlo di mia madre succede… Era una donna fortissima». La sala stampa lo ha applaudito a lungo. Sua madre per lui ha fatto tanti sacrifici, per dargli una vita normale. E lui voleva ripagarla con una vita normale: dopo il diploma aveva iniziato a lavorare in banca. Il posto fisso era un motivo di orgoglio per la madre.

A Silvia Toffanin Carlo Conti ha raccontato come scelse di cambiare vita: «Facevo analisi di bilancio, una cosa noiosissima. Un giorno, in macchina a Firenze, in piazza della Libertà, mi sono chiesto perché dovessi svegliarmi ogni mattina per fare una cosa che non mi piaceva. E mi sono licenziato». Quando lo disse a sua madre, lei svenne. Non sapeva che suo figlio sarebbe diventato uno dei grandi della televisione. Invece oggi è tra i big più amati.

Uno dei motivi che lo rende così apprezzato dal pubblico e dai colleghi (un aspetto non da poco) è il suo modo di fare:  normale e mai sopra le righe. È un uomo stabile, Carlo Conti. Lo deve a due persone: Francesca e Matteo. Lei è sua moglie, lui il suo “figliolo”. Francesca Vaccaro è entrata nella sua vita nel 2001, dietro le quinte di Domenica In. Lei, oggi stilista, lavorava come costumista. Tra loro, una simpatia immediata anche se lui era uno scapolo incallito, convinto a rimanere tale. Carlo Conti faticava a immaginarsi in un progetto familiare. Proprio a Verissimo ha raccontato quel passaggio: «Con Francesca c’è stato il passaggio dall’io al noi. È stata la svolta della mia vita».

In una vecchia intervista al Corriere della Sera, aveva raccontato di aver sofferto, per tanto tempo, «di dongiovannite». Fino a quando Antonella Clerici, amica prima che collega, lo ha messo alle strette. Lei sapeva che Francesca era quella giusta per lui. «Ora basta, le porti il brillozzo e le dici ti sposo» gli ha detto senza mezzi termini. Lui ha seguito il consiglio e in seguito ha detto: «Antonella ha avuto ragione perché se non l’avessi fatto così, non sarebbero successe tante altre cose belle». Una su tutte: Matteo.

Domenica scorsa, l’8 febbraio, suo figlio ha compiuto dodici anni. «Con la nascita di mio figlio sono cambiate le priorità. Per fortuna le disponibilità economiche non mancano e ho avuto la fortuna di poter rallentare con il lavoro». Matteo è il suo spettacolo più bello. L’ha detto lui che, come babbo, combatte una battaglia quotidiana: «Quella di togliergli il cellulare». Insieme a Francesca, hanno scelto di lasciare Roma per vivere a Firenze in pianta stabile. Come una famiglia normale. Parlando del futuro, Carlo ha detto: «Quello che voglio è godermi il più possibile la famiglia e fare qualche altro programma, se il pubblico lo consentirà». Prima, però, c’è il Festival.

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