C’è Donato Lecce e poi c’è Doran Eccel. O forse, a guardare meglio, separarli è diventato quasi impossibile. Il primo viene dalla Puglia, dal mondo dell’imprenditoria e dei servizi alle aziende. Il secondo è il suo alter ego artistico: Doran The Mystic Warrior, il Guerriero Mistico protagonista di un universo fatto di fumetti, immagini, musica, audiovisivo e oggi anche romanzi. Un personaggio che Lecce non si limita a scrivere, ma al quale presta volto, fisicità e parte della propria storia personale.

È questa sovrapposizione tra uomo e personaggio a rendere particolare il progetto Doran Universe: non il classico autore che inventa un eroe e rimane dietro le quinte, ma un creativo che decide di entrare direttamente nel mondo che ha immaginato.

Un made in Italy che cerca una strada tutta sua

In un panorama dello spettacolo abituato a dividere nettamente attori, scrittori, produttori e personaggi, Lecce ha scelto una formula decisamente meno convenzionale. Doran Universe nasce infatti come multiverso creativo: romanzi, fumetti, cinema e musica sono pensati come parti dello stesso racconto. Ogni linguaggio alimenta quello successivo e tutto torna, alla fine, alla figura reale di Donato Lecce. È qui che il concetto di made in Italy assume un significato che va oltre la semplice provenienza geografica. C’è la ricerca di uno stile riconoscibile, fatto di estetica, spiritualità, azione, cura dell’immagine e una certa voglia di non entrare facilmente nelle categorie.

Definirlo già oggi un “unicum internazionale” sarebbe una valutazione difficile da misurare. Più concreto è osservare come Lecce stia cercando di costruire un’identità artistica unica e immediatamente riconoscibile, facendo coincidere autore, volto, personaggio e brand. Perfino il nome racconta questo gioco di specchi: Eccel è Lecce letto al contrario. Un riflesso dell’uomo reale che diventa personaggio.

Dal tatami all’universo Doran

La parte più curiosa è che alcune caratteristiche del Guerriero Mistico arrivano direttamente dalla vita di Donato. Lecce ha raccontato di essere salito sul tatami già a cinque anni, praticando arti marziali a livello agonistico e crescendo con la passione per gli action movie di Bruce Lee, Jean-Claude Van Damme e Sylvester Stallone. Una formazione che avrebbe poi influenzato anche la costruzione fisica e simbolica di Doran.

Lo sport è rimasto una costante: Lecce racconta di allenarsi quotidianamente e di preferire un approccio aperto, mescolando attività e discipline differenti. Alle arti marziali ha affiancato negli anni lo studio e la ricerca personale. Il suo percorso formativo comprende studi in Scienze Giuridiche e successivamente in Teologia e Filosofia. Un curriculum insolito per qualcuno che, professionalmente, viene dal mondo dell’impresa. Ed è forse proprio da questo contrasto che nasce Doran: disciplina fisica e creatività, numeri e spiritualità, azienda e cinema.

Doran AI 2.0, l’ultimo tassello

L’ultima manifestazione di questo universo è Doran AI 2.0, il romanzo appena arrivato all’interno del progetto. Questa volta il Guerriero Mistico entra in un futuro dominato dall’intelligenza artificiale, mentre la storia affronta temi come identità, coscienza e rapporto tra essere umano e tecnologia. Il romanzo rappresenta uno degli elementi centrali dell’attuale fase creativa del brand.

Ma sarebbe riduttivo raccontare Doran soltanto attraverso l’ultimo prodotto. Prima del romanzo sono arrivati fumetti, musica, docuserie e contenuti audiovisivi. Il punto, insomma, sembra essere proprio la continuità: Doran non cambia identità a seconda del mezzo utilizzato, cambia linguaggio. Cinema, libro, musica e fumetto diventano modi differenti per raccontare lo stesso personaggio.

E nella vita privata?

Qui il racconto cambia completamente. Se artisticamente Donato Lecce mette molto di sé dentro Doran Eccel, sul terreno strettamente privato mantiene invece un profilo decisamente più discreto. Le interviste pubbliche parlano soprattutto di lavoro, sport, studi, creatività e ricerca interiore; molto meno emerge sulla sua sfera sentimentale o familiare. Una scelta che, nell’epoca della sovraesposizione social, incuriosisce. Per certi versi ricorda quella scuola di personaggi dello spettacolo — Keanu Reeves è forse l’esempio più celebre — che permettono al pubblico di conoscere molto del proprio lavoro ma custodiscono con attenzione ciò che rimane fuori dal set. Il paragone, naturalmente, riguarda soltanto questo atteggiamento verso la notorietà, non le rispettive carriere.

Di Lecce sappiamo invece che è pugliese, originario di San Giovanni Rotondo, che lo sport ha accompagnato fin dall’infanzia e che prima di Doran c’è stata una lunga esperienza imprenditoriale.

Donato o Doran?

Forse, però, cercare di capire dove finisca l’uno e cominci l’altro significa perdersi una parte del gioco. Lecce descrive Doran come il suo alter ego artistico, la forma attraverso cui riesce a esprimere ciò che nella vita professionale tradizionale rimaneva nascosto. Cinema, musica, libri e fumetti sono diventati così manifestazioni differenti della stessa identità creativa. Ed è probabilmente questa la caratteristica più riconoscibile del progetto made in Italy che sta costruendo: non soltanto inventare un personaggio, ma diventare in prima persona parte della storia che si vuole raccontare.

Con una curiosa inversione rispetto a tanta vita contemporanea: mentre Doran Eccel diventa sempre più visibile, Donato Lecce continua a tenere per sé una parte dell’uomo dietro il Guerriero Mistico.