Era proprio necessario Novella 2000 n. 14 2021

Era proprio necessario: il romanzo di Paura e Stromillo verso la fiction

Diego Paura e Anna Stromillo sono autori di Era proprio necessario, romanzo che presto potrebbe approdare anche in TV come fiction.

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Era proprio necessario, scritto a quattro mani dai giornalisti Diego Paura (firma anche di Novella) e Anna Stromillo, e pubblicato da Rogiosi Editore, è un romanzo sulla relazione tra la dimensione del cibo e quella relativa ai suoi risvolti affettivo-spirituali.

Trama romanzo

La storia, ambientata in un casale di San Vincenzo, in Toscana, si snoda nell’arco di una “tre giorni” durante i quali una compagnia teatrale napoletana è alle prese con le prove di uno spettacolo che dovrà prendere parte a un festival del teatro.

In uno spazio sospeso tra sogno e realtà, i personaggi si ritrovano l’uno accanto all’altro in un avvicendarsi di accattivanti situazioni. La grande cucina del casale, sinonimo di autenticità e accoglienza, simula a tratti l’originalità di un “setting terapeutico” diverso per ciascuno dei personaggi.

Una storia che pian piano configura se stessa come itinerario psico-gastronomico. Un viaggio nel quale ogni pietanza accudisce, seduce, ipnotizza e recita i suoi più antichi valori. Per poi recuperare, attraverso l’incontro sensoriale coi suoi ingredienti, la via della memoria interiore.

Il cibo dirige come in un’orchestra l’intero andamento narrativo svelando con grazia e succulenza ogni dettaglio più caratteriale dei protagonisti.

Otto personaggi (quattro reali e quattro di fantasia) le cui storie s’intrecciano man mano che la cottura delle pietanze sembra essere ultimata. Man mano che la tavola è imbandita e man mano che sembra compiersi l’incantesimo. Quello tanto anelato nella notte di San Giovanni Battista, e che attraverso il compimento dei suoi riti propiziatori regalerà un nuovo giorno all’intera compagnia.

Convivialità, musica, arte e spettacolo, legati all’antica tradizione popolare del nostro Paese, riusciranno a cucire insieme anime diverse in una storia di amicizia che celebra accoglienza e solidarietà. In una sfida di integrazione possibile grazie alla cucina e ai suoi metaforici ingredienti dell’anima. Ne abbiamo parlato con i due autori.

Intervista agli autori

Perché avete scelto la cucina come location e il cibo come scioglilingua per raccontare questa storia?

“La cucina”, risponde Stromillo, “è un luogo di accoglienza e spazio relazionale. Costituisce praticamente il punto di partenza e la soluzione della storia. Abbiamo voluto parlare di sentimenti, conflitti, memoria affettiva e nodi irrisolti che, attraverso intingoli e vecchie ricette di saggezza popolare, sveleranno la propria esistenza e i loro perché. Ci sono poi numerosi riferimenti al territorio, alla lingua e al cibo intesi come esempi di identità culturale e come aspetti di dispiegamento interiore e spirituale”.

Quindi nei due protagonisti, i giornalisti Nina e Bruno, c’è anche tanto di voi?

“Ci sono delle somiglianze”, precisa Paura “ma anche delle differenze. Ci sono piuttosto delle cose in comune che, durante la scrittura della storia, abbiamo scoperto di aver condiviso anche se separatamente e in momenti diversi della nostra vita. Come per esempio la località del vecchio casale, San Vincenzo, in provincia di Livorno. O il nome del protagonista scelto dalla collega Anna, la quale non sapeva che Bruno è in realtà il mio secondo nome all’anagrafe e così via.

È stato divertente, e questa esperienza sta rinnovando giorno dopo giorno l’aspetto ludico di questa avventura a due nella quale abbiamo investito in egual misura entusiasmo e leggerezza. Voglio anche aggiungere che nel romanzo ben quattro degli otto personaggi sono reali. Gli attori Lucio Caizzi e Marzio Honorato, il pianista Lorenzo Hengeller e lo chef iraniano Saeid Haselpour. Nel nostro romanzo c’è spazio anche per l’integrazione, argomento attualissimo”.

Serie TV in arrivo

Anna Stromillo, chi è Nina?

“Nina ha in Agnese, la tata-governante, un’alleata preziosa, nel ricordo dell’infanzia trascorsa nel casale. I suoi rapporti con il padre hanno segnato la sua sfera affettiva e l’incontro con altri uomini. Soltanto Bruno sa decifrare le sue parole e i suoi silenzi. Le espressioni del suo viso sono spesso assorti e imbronciati, le sue fughe improvvise e immotivate. Nella compagnia c’è Rocco che ama Nina perdutamente, ma non trova il coraggio di dichiararsi. Ma una notte, complice la preparazione dei biscotti al cioccolato accade qualcosa”.

Diego Paura, si parla di una trasposizione filmica del romanzo. Già avete pensato agli attori che interpreteranno i personaggi?

“Una possibile trasformazione del romanzo in un adattamento televisivo sarebbe un nostro sogno. In Italia c’è il fior fiore della case di produzione, da Lux Vide a Palomar passando per Clemart, Taodue e Aurora, che potrebbero puntare su questo prodotto.

Il succo del libro può sicuramente essere trasformato in una miniserie. Anche se noi non vogliamo correre dietro a nessuna fantasia. Per quel che riguarda il ruolo di Nina, il desiderio – nel caso si riuscisse a produrre anche una miniserie – sarebbe di vederla interpretare dall’attrice e cantante Anna Capasso, che è stata la brillante e intensa voce narrante delle presentazioni del nostro libro durante il lungo tour promozionale. Il ruolo crediamo le calzi a pennello.

Mentre sui nomi di chi potrebbe indossare i panni di Bruno vogliamo fantasticare su attori del calibro di Lino Guanciale, Sergio Assisi, Alessandro Preziosi o Alessandro Gassmann. Per la tata-governante Agnese non abbiamo dubbi: sceglieremmo l’attrice Nunzia Schiano, che abbiamo visto proprio nello stesso ruolo accanto a Lino Guanciale nel Commissario Ricciardi“.

a cura di Carlo Faricciotti

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