«Sei un grande. Giustizia è fatta». Fabrizio Corona, con un urlo di giubilo, si è rivolto così al suo avvocato Ivano Chiesa, abbracciandolo, dopo la sentenza pronunciata dai giudici del Tribunale di Milano. Per l’ex re dei paparazzi sono caduti due capi d’imputazione nell’ambito del processo con al centro i 2,6 milioni di euro che avrebbe sottratto al fisco nascondendoli nel controsoffitto della sua collaboratrice Francesca Persi e nelle cassette di sicurezza in Austria.

Corona, condannato ad un anno (ha scontato già otto mesi di reclusione), è stato assolto perché “il fatto non sussiste” dai reati più gravi: intestazione fittizia dei beni e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione. «Un’autentica invenzione. La cosa più sconcertante è che noi avevamo detto 8 mesi fa che era un problema fiscale», ha commentato il legale di Corona raggiunto al telefono da Novella2000.

Avvocato, l’ex agente fotografico, che era stato nuovamente arrestato lo scorso 10 ottobre mentre era in affidamento in prova ai servizi sociali, resterà in carcere. Ci può spiegare meglio la decisione dei giudici?

«Corona resta in carcere perché il Tribunale di sorveglianza ha revocato il suo affidamento, ma, essendo venuto meno il mandato di cattura, le cose cambiano di molto. Fabrizio riprenderà, quindi, il suo percorso. Resta in carcere sulla base di una revoca di un affidamento terapeutico, una revoca basata su un presupposto inesistente».

Ed ora cosa accade?

«Dovremo ripartire, come se tornassimo ad 8 mesi fa e riavere l’affidamento terapeutico. Ovvero quando Corona era libero sul territorio. Occorre fare istanza a Tribunale di sorveglianza. In ogni caso abbiamo vinto».

Ci pare di capire che si tratta di una grande vittoria sua e di Corona.

«Sono felice, felicissimo. Continuo a ridere e sono anche un po’ distrutto, perché Fabrizio, subito dopo la lettura della sentenza, mi ha riempito di botte. Avevo detto che il giudice Salvini era un fuoriclasse e così è stato. Già sei mesi fa, ha aggiunto rivolto ai cronisti, aveva detto che non esisteva il reato di intestazione fittizia e che Fabrizio non c’entra niente con la mafia e nemmeno con la criminalità organizzata».

Corona in aula si è difeso dicendo di non essere criminale.

«Fabrizio ha ripercorso questa vicenda definendola il teatro dell’assurdo. Ha citato Platone. Sono mesi che vi dico che è un uomo molto intelligente e non un troglodita: ha parlato della sua compagna Silvia, del figlio Carlos e di sua madre Gabriella. Ha raccontato la sintesi del suo pensiero così: “Quando si parla di me tutto viene ingigantito».

 

«Ridatemi la mia famiglia, i soldi non mi interessano».  Queste le parole in aula di Corona, che ha definito la sua fidanzata Silvia Provvedi «unica e speciale». Alla sentenza l’ha baciata. Lei ha detto: «E’ uscita la verità, le accuse sono cadute nel nulla ora spero che esca molto presto dal carcere. In casi come questo l’amore può aiutare».

Processo Corona, il video di Roberto Alessi

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