Novella 2000 n. 41 2020

Gabriel Garko sulla copertina del nuovo numero: il ritratto di Novella 2000

Novella 2000 dedica la sua prossima copertina al protagonista del gossip Gabriel Garko: dopo il coming out in diretta TV, ecco che cosa lo aspetta.

Il caso mediatico sul quale è attualmente concentrata l’opinione pubblica – il sospirato coming out televisivo di Gabriel Garko – è l’occasione giusta per anticipare alcuni dei prossimi contenuti di Novella 2000.

Il nuovo numero sarà come di consueto in edicola mercoledì prossimo, e in copertina campeggerà proprio l’attuale protagonista del gossip. “Hai pianto tutte le tue lacrime per confessarci qualcosa che conosciamo da sempre”, recita la didascalia al suo primo piano.

(c) Novella 2000 n. 41 – 30 Settembre 2020

Garko, che durante l’ultima puntata del Grande Fratello VIP ha ammesso di aver finto la relazione con Adua Del Vesco, ritenuta sempre solo un’amica, per ragioni professionali, ha promesso di parlare più apertamente della sua vera “identità” nella puntata di Verissimo che andrà in onda sabato 3 ottobre.

Nel frattempo noi ve lo raccontiamo con le parole di Barbara Fabbroni, che gli dedica un ampio ritratto.

Gabriel Garko svela il suo segreto in diretta TV

Non solo attore, anche scrittore. Lui, nato in Piemonte, da una famiglia semplice, cambia all’anagrafe il suo nome con quello di Gabriel Garko, lasciando scoprire ai genitori la novità solo durante il Festival di Sanremo (2016). Perché, dice: “Ho voluto fare di testa mia, ecco lì ho avuto il coraggio di iniziare a vivere”.

Per tutti, da quel momento in poi, è solo Gabriel Garko e non più Dario Oliviero. Anche se: “Dario è un suono che ho cancellato, un ragazzo che voglio riportare in vita”.

Dopo qualche anno esce il suo libro Andata e Ritorno (2019) pubblicato da La nave di Teseo che sta riscuotendo un significativo successo. Un libro che segna un passaggio importante nella sua vita.

Emerge dalla sua narrazione una consapevolezza che si incammina verso la rivelazione del “segreto di Pulcinella”, che tutti sanno ma che nessuno rivela. Così, al GFVip 2020, l’attore confessa il suo segreto con una lettera toccante attraverso un coming out inaspettato.

“Mi piace quando una persona si mette in gioco, tenta di uscire da un’immagine che si è costruita e prova a deragliare. Fare un libro per una persona dello spettacolo è sempre un rischio che si corre”, dice Elisabetta Sgarbi.

Garko ha corso questo rischio con il coraggio di chi sa affrontare le sfide, di chi non si arrende nonostante tutto e l’ha ampiamente dimostrato al GFVip 2020.

Non solo mettersi a nudo attraverso un libro, Garko ha fatto di più: una lettera letta pubblicamente ad Adua Del Vesco con cui ha vissuto “una bella favola, e la rivivrei altre mille volte perché c’eri tu. Ma la favola rimane… Ma esiste un’altra favola e l’ho vissuta da solo… Il problema non è svelare il segreto… Ma vorrei avere la possibilità di spiegare il perché è stato un segreto”. E lo farà a Verissimo il 3 Ottobre.

Chi è il vero Gabriel

Questo è Gabriel: un uomo vero, con emozioni profonde, con una sofferenza intensa che ha saputo ascoltare. Cercando, con fatica, di trovare una via per essere finalmente sé stesso.

Del libro, la cosa che sin da subito incuriosisce non è tanto la copertina con il primo piano del volto di Garko (che, senza dubbio, irrompe nell’immaginario con la sua carica erotica), il suo sguardo magnetico e il suo enigmatico sorriso. Il titolo lascia pensare. Andata e Ritorno fa intuire che, all’interno dell’opera, ci sia una sorta di viatico dove il punto di arrivo sia qualcosa che richiama l’interiorità. L’essenza dell’individuo che narra ed è al tempo stesso narrato dalla sua presenza nel mondo.

Nel libro c’è in nuce quello che poi è accaduto un venerdì sera nella casa del GFVip 2020. C’è il bisogno di essere semplicemente se stesso, senza maschere. Perché adesso: “Non c’è più una maschera che mi sta”.

È un libro che può far riflettere, poiché “Ogni libro” – dice ancora Elisabetta Sgarbi – “può fare riflettere. Questo in particolare può fare riflettere sui rischi della celebrità”.

È senza dubbio un’autobiografia che scuote l’anima di chi si dispone a leggerlo, ancor più se pensiamo che Gabriel, parlando del suo libro, dà una chiara spiegazione di ciò che questo testo vuole rappresentare: “Racconto l’andata verso il successo e il ritorno verso me stesso”.

Due pilastri fondanti la vita di ogni essere umano, non c’è andare senza ritorno a se stesso, perché la conoscenza di sé si attualizza solo nella scoperta del mondo fuori dal proprio mondo, affinché il ritorno sia ancor più nutritivo.

Una sorta di viaggio ulissiano, dove Garko parte alla ricerca del suo sé, di una meta. Eppure, alla fine, l’unico posto dove vuole tornare è “a casa”, ovvero nella “base sicura” da cui è partito. Adesso con lui c’è “il suo bambino”, a cui “i momenti brutti non glieli ho fatti vedere, gli ho coperto gli occhi… Il mio bambino si è accorto che io non ero felice”.

Dagli inizi ad oggi

La strada che ha percorso è stata lunga, faticosa. Lui, affascinante ed enigmatico al tempo stesso, percorre un sentiero che lo porta dal Piemonte verso il trono più ambito, quello del “più bello d’Italia”.

La sua vita si trama e s’intreccia in esperienze stimolanti, intessute all’interno di un mondo dove i riflettori illuminavano, un mondo fatto di dolce vita. Così Gabriel si è ritrovato a camminare nei palinsesti televisivi più prestigiosi, in una scalata inarrestabile verso la fama. Dalle copertine delle riviste di gossip al palcoscenico di Ronconi, dal calendario di Max alla regia di Zeffirelli passando per serie di successo come Il bello delle donne, Il peccato e la vergogna, L’Onore e il Rispetto, Rodolfo Valentino – La leggenda.

Un pezzo di vita imbevuta di successo, di traguardi avvincenti, di luci e colori che hanno fatto di lui un personaggio a cinque stelle.

Un uomo desiderato, sognato, guardato come se fosse miele, capace di stimolare le fantasie erotiche più intime, sogno irraggiungibile di molte giovani donne e non solo.

Questo libro è la sua presa di coscienza, con il significato profondo della vita così che lui non ha timore di raccontarsi in una narrazione di sé onesta e pulita, fresca e al tempo stesso densa di momenti forti, intensi, a volte dolorosi.

Perché l’autobiografia

Una domanda si pone ripetitiva: perché un attore di successo come lui sente la necessità di narrarsi in un’autobiografia? Perché questa voglia di dare un’immagine di sé che per alcuni aspetti si discosta dal mondo patinato dei riflettori?

“Ho fatto tanta analisi… poi c’è stata quella spaccatura legata all’incidente, e ho capito che avevo voglia di raccontarmi. È stato bello, divertente, difficile, complicato scrivere questo libro. È stato anche un mangiarmi dentro, nel senso che ho lasciato riaffiorare ricordi che avevo”, racconta Garko.

La vita e soprattutto quello che siamo qui e ora appartiene all’esperienze fatte. Ogni individuo è il risultato di ciò che ha vissuto, così che ogni capitolo che si sussegue nel libro tocca note profonde, intense, che forse l’autore potrà non rileggere più.

Scrivere un libro, soprattutto se è un’autobiografia, è come addentrarsi all’interno di un percorso di analisi, dove non ci sono alchimie ma solo vie, percorsi, ricordi, traumi, ferite, dolori che necessariamente riemergono alla memoria per poi tornare là dove sono riaffiorate.

Ciò che emerge intenso nella lettura del libro è la voglia di non cambiare nulla della propria vita, se non attraversare alcune esperienze con una dimensione diversa, meno impetuosa.

La sua giovane età, quella che Garko racconta con garbo, dà spessore all’uomo che poi è diventato. Ogni uomo è frutto del proprio passato, brutto o bello che sia stato, e Gabriel lo ricorda subito al lettore come se nelle sue parole iniziali ci fosse il monito di non lasciar che il passato si perda.

In fondo, nulla si perde e tutto si trasforma, perché pur cambiando i cieli sopra di noi le emozioni le portiamo sempre dentro di noi, linfa di quella trasformazione che da ragazzo fa diventare uomo.

È grazie a “quel pellegrinaggio verso i luoghi della mia infanzia e della mia adolescenza” che Garko si impossessa della sua appartenenza sapendo ben gestire “tutti gli sguardi addosso”, pensando “alla sua amata Afrodite e a suo padre Bacco”.

Dall’andata al ritorno

Nel suo itinerario di Andata c’è “l’organizzazione creativa del caos”, perché nonostante tutto lui è “il più bello del reame”. Finché non arriva a Roma, e la sua vita si riempie di luci scintillanti e di fatiche. Anche se lui ha “un desiderio: far dimenticare che ho vinto il più bello d’Italia. È… per una mia sensazione. Voglio prendere le distanze”.

Sin da subito sembra evidente la sua voglia di normalità, di non essere considerato “il bello”, ma solo “l’uomo” che si sta costruendo un viatico nel difficile mondo dello spettacolo e del cinema.

Il libro prosegue con capitoli che fanno entrare nel cuore della storia, come se il lettore si tuffasse dentro alla sua vita giungendo a cogliere verso la fine del testo il senso profondo del suo Ritorno.

Abbiamo solo un’ultima curiosità, e questa la chiediamo a Elisabetta Sgarbi poiché riguarda la sua Casa Editrice. La nave di Teseo pubblica nel 2019 il libro di Gabriel Garko, tra poco uscirà l’opera prima di Fabrizio Corona che cosa la spinge a pubblicare le opere di questi personaggi così incisivi nell’immaginario collettivo?

“La nave di Teseo è una realtà ampia, che include cinque case editrici: La nave di Teseo, La Tartaruga (che propone libri con un taglio femminile, a volte femminista), Oblomov che propone Graphic Novel, Baldini & Castoldi che propone libri più legati alla contingenza, o appunto i cosiddetti celebrity books”.

A Gabriel diciamo solo una cosa: non lasciare mai che il tuo bambino si smarrisca ancora una volta. È nel profondo legame tra voi due che la vita adesso sarà “la favola”, dove insieme potrete essere “chi ascolta, chi scrive e chi le interpreta”.

a cura di Barbara Fabbroni

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