Givova Novella 2000 n. 27 2022

Givova: intervista a Pina Lodovico, la moglie del fondatore Giovanni Acanfora

Intervista alla First Lady di Givova, Pina Lodovico. Il direttore di Novella 2000 incontra la moglie del fondatore Giovanni Acanfora

Chi è la moglie del fondatore di Givova

Anche chi è più distratto ormai da qualche tempo è avvezzo a leggere sulle maglie e sugli accessori dei personaggi televisivi, dall’Isola dei Famosi al Grande Fratello VIP passando per Ballando con le stelle, il marchio Givova. All’inizio, per la griffe nata tredici anni fa, si parlava soprattutto di tute, dal cotone all’acetato. Poi si è passati anche alle felpe, alle T-shirt, alle sneakers e agli accessori.

Quello che pochi invece sanno è che questo marchio ormai popolarissimo è nato a Pompei, a un passo dal famoso santuario.

“Un santuario che ci ha protetti in questo nostro viaggio di lavoro, che vede al centro la nostra famiglia: io, mio marito Giovanni e i nostri tre figli. Il nucleo fondante di tanto lavoro, tanti sacrifici, soprattutto di mio marito, anche se io gli sono sempre stata al fianco affrontando problematiche lontane dalla mia precedente attività di avvocato. Tuttavia devo dire che l’esperienza, soprattutto dal punto di vista legale, mi è stata d’aiuto”.

Chi parla è l’avvocato Pina Lodovico, moglie di Giovanni Acanfora, una donna fortunata, un marito fortunato che dice:

“Mia moglie è stata fondamentale per me. Lei che è anche Amministratore Unico di Givova. Una donna eccezionale che ha condiviso il mio progetto sostenendomi sempre. So di poter contare su di lei in ogni momento. E poi mi ha regalato tre splendidi figli: Antonio, Giovanni Alberto e Vittoria”.

Un’avventura partita in solitaria

Avvocato, signora, è una dichiarazione che vale una vita.

“Siamo fortunati a esserci trovati. Non a caso ho detto che noi siamo protetti dal pontificio Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario, che è vicino alla nostra azienda di Pompei. Pensi che mio marito è partito lavorando con un altro brand, creato con la sua famiglia di origine. Poi, come a volte accade, le strade si sono divise. Ha avuto la forza di ricominciare tutto da capo a quarant’anni. Ha creato un nuovo marchio, è andato in Cina, nel Far East, per ricominciare con una nuova collezione. Solo”.

Solo ma con lei, avvocato, al suo fianco.

“Certo. E mi sono dedicata anche alla comunicazione, anche perché io credo che le relazioni interpersonali facciano la differenza”.

Sinergia è la parola chiave, perché da soli non si va da nessuna parte.

“La pensiamo allo stesso modo”.

Cosa significa Givova

Givova è un nome originale, poi lo abbiamo imparato tutti. Da cosa nasce?

“È una sorta di crasi tra Giovanni, il nome di mio marito, con quello di nostra figlia, ed è nato Givova”.

Avete un vostro colore, l’arancione.

“Il colore ci fu ispirato dalla ‘rivoluzione arancione’ ucraina: era quello adottato da Jušcenko e dai suoi sostenitori. La sua elezione fu invalidata dai brogli. Gli ucraini protestarono, scesero in piazza brandendo sciarpe, nastri e striscioni arancioni. Le lezioni furono invalidate, fu rieletto Jušcenko, che fu anche avvelenato con la diossina sopravvivendo a stento. Quel colore è per noi un simbolo di rinascita, lo era per una nazione che oggi vive un momento terribile, ma lo era anche per un uomo come mio marito”.

È stata dura?

“Molto dura. Oltretutto si affacciava a un mercato in cui spaziavano marchi infiniti, universali”.

Un brand conosciuto ovunque

Ma Givova, partito da Pompei, è ora un marchio mondiale.

“È ha unito sport praticato e moda. Non a caso siamo presenti in trasmissioni come il GFVip, Ballando con le stelle, L’isola dei famosi, dove i personaggi indossano le nostre tute e le nostre felpe anche senza dover fare per forza attività sportiva, anzi. Con Givova s’è perso il confine tra l’abbigliamento per lo sport e l’abbigliamento in sé: i nostri capi vengono portati al lavoro come a scuola”.

Dai talent e i reality siete arrivati perfino alle fiction.

“Sì, abbiamo visto i nostri capi anche all’Isola di Pietro, una fiction con Gianni Morandi, e in Il professore, bellissima produzione che vedeva protagonista Alessandro Gassmann”.

Sport praticato e street fashion.

“Sono le due anime del nostro lavoro, vestire sportivi e vestire giovani, che fanno una vita sportiva e non sempre le cose coincidono ma convivono. Givova è sponsor della Paganese, del Chievo Verona e del Pordenone Calcio, della Nazionale venezuelana, della Nazionale maltese, del Cordoba Fc e di altri club di basket, volley e rugby.

Aggiungerei tra le squadre sponsorizzate la Nazionale Italiana Cantanti, di cui siamo sponsor da ben 13 anni! Ma poi ci sono ragazzi che scelgono Givova per uscire la sera, per andare al bar, all’università, per uscire con il loro amore. È la vita. La vita di tutti, ma tutto è ispirato dalla mia famiglia, mio marito, io, i nostri ragazzi. E quando ci si ispira all’amore non si sbaglia mai”.

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