Il film La lucida follia di Marco Ferreri (pellicola restaurata) sarà in concorso alla Biennale del cinema di Venezia, che inizierà il 30 agosto in Laguna. La pellicola sarà inserita nella sezione Classici – documentari sul cinema e sarà presentato in anteprima mondiale.  Si tratta di un vero e proprio gioiellino di Selma Jean Dell’Olio, prodotto da Nicoletta Ercole e Mauro Cappelloni con la collaborazione di Riccardo Di Pasquale (Fenix Entertainment). Per le due case di produzione si tratta di un grande riconoscimento professionale.

Di cosa parla questo film? Un critico cinematografico e una costumista ricordano Marco Ferreri:  regista e genio dell’arte. Il documentario in fase conclusiva di post produzione racchiuse film, interviste, vita da set ma anche interviste a chi ha lavorato con Ferreri, tra tutti Roberto Benigni che per il regista ha scritto una poesia.

Chi era Marco Ferreri?
Ferreri nasce a Milano l’11 maggio 1928 da genitori originari della provincia di Milano. Dopo aver condotto studi regolari a Milano, nel 1951 fonda insieme a Riccardo Ghione la rivista “Documento mensile” che fallisce dopo appena due mesi. In questo periodo riesce comunque a produrre il cortometraggio di Luchino Visconti Appunti su un fatto di cronaca. Dopo aver fatto la comparsa nei film di Alberto Lattuada Il cappotto (1952) e La spiaggia (1953), Ferreri viaggia tra ItaliaFrancia e Spagna come pubblicitario. Nel 1958 a Barcellonaincontra Rafael Azcona e i due dirigono il film El pisito (1958) a cui seguono Los chicos (1959) e El cochecito (1960). Il discreto successo di questa triade spagnola consente a Ferreri e Azcona di tornare in Italia. In patria Ferreri dirige due degli undici episodi di Le italiane e l’amore (1961) scritti da Azcona che divenne il suo sceneggiatore. Marco Ferreri era ateo

  • Premio FIPRESCI 1958 al Festival di Locarno per El pisito
  • Premio Círculo de Escritores Cinematográficos 1959 per El pisito
  • Premio FIPRESCI 1960 al Festival del cinema di Venezia per El Cochecito
  • Premio Sant Jordi 1961 per El Cochecito
  • Nastro d’argento 1963 al migliore attore (Ugo Tognazzi) per Una storia moderna: L’ape regina
  • Nastro d’argento 1965 al miglior soggetto originale per La donna scimmia
  • Nastro d’argento 1970 al miglior soggetto originale per Dillinger è morto
  • Premio FIPRESCI 1972 al Festival del cinema di Berlino per l’Udienza
  • Premio FIPRESCI 1973 al Festival di Cannes per La grande abbuffata
  • Nastro d’argento 1977 al miglior soggetto originale per L’ultima donna
  • Gran premio della giuria 1978 del Festival di Cannes per Ciao Maschio
  • Orso d’argento 1980 al Festival di Berlino per Chiedo asilo
  • Nastro d’argento 1981 per il miglior regista per Storie di ordinaria follia
  • Premio FIPRESCI 1981 al Festival di San Sebastian per Storie di ordinaria follia
  • Nastro d’argento 1982 per il miglior soggetto per L’ultima donna
  • David di Donatello 1982 per il miglior regista per Storie di ordinaria follia
  • David di Donatello 1982 per la migliore sceneggiatura per Storie di ordinaria follia
  • EFEBO D’ORO 1983 – Premio Internazionale Cinema Narrativa – per il film Storia di Piera tratto dall’omonimo romanzo di Dacia Maraini e Piera Degli Esposti
  • Orso d’Oro 1991 al Festival di Berlino per La casa del sorriso
  • Premio Pietro Bianchi alla carriera 1992 del Sindacato autonomo dei giornalisti cinematografici

Filmografia

Avanti