Lapo Elkann alla Mostra del Cinema di Venezia stupisce tutti. Stavolta con un dettaglio che non passa inosservato ai fotografi. Il rampollo di casa Agnelli indossa un paio di ballerine che fanno discutere sui social, dove lui ha dato da tempo l’addio. Così, si sono aperte le discussioni in Rete: sono scarpe da uomo o da donna? Sono fuori luogo per la mostra del cinema di Venezia? Si sa, Lapo è sempre eccentrico nel vestire e anche stavolta ha fatto parlare di sé presentandosi, comunque, con un abito elegantissimo con tanto di fazzolettino bianco nel taschino della giacca. Ma appena è arrivato ha catturato l’attenzione di tutti i fotografi per quelle “ballerine” coi fiocchi ai piedi.

 

Un’altra trovata di Lapo? Leggete attentamente. La sua amatissima (e non solo da lui) Fiat 500, il simbolo dell’Italia per antonomasia, diventa più accattivante e sexy che mai. La 500 Kar-masutra ha sulla carrozzeria un vero e proprio manuale di sesso: il Kamasutra (Si può circolare liberamente per le strade grazie ai rettangoli neri che coprono le parti hot). Chissà cosa avrebbe detto la vecchia Fiat 500, da anni in pensione, che è stata “la camera d’albergo” di tante coppie degli anni Sessanta.

Il profilo Instagram di Garage Italia Customs (un Centro Stile che realizza progetti di restyling auto) ha lanciato l’ultima trovata in Rete.

«Nuovi concept e nuove idee per tutti, per far divertire, riflettere e pensare. Ogni lunedi’ vi presenterò i nostri progetti che coinvolgono i tre elementi che da sempre sono nel mio DNA: cielo, terra e mare», afferma Lapo. La nuova creazione viene annunciata sui social con questa frase: «Chi ha detto che sesso e amore siano un peccato?» Nei confronti del  rampollo Agnelli, che si è sempre distinto per stile e raffinatezza, sono cadute tutte le accuse legate alla faccenda del presunto sequestro negli Usa. (Leggi qui). La notizia è stata confermata da un funzionario del tribunale penale di Manhattan dove era in programma l’udienza.

 

Tutto quello che c’è da sapere sulla settantaquattresima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Come sempre sforna film, retrospettive, omaggi ai protagonisti del cinema (tutti appuntamenti con conseguenti party), ma sforna anche (soprattutto?) gelosie, odi e rivalità tra le star presenti. Un girotondo di amori finiti, coi protagonisti non sempre (a volte per niente) felici di incontrarsi sul red carpet, nonostante gli abbracci e i sorrisi di circostanza. La kermesse diretta da Alberto Barbera si svolge dal 30 agosto al 9 settembre. E a farla da padroni sono ancora gli americani. Primo fra tutti, il fascinoso e potente George Clooney, in concorso col film Suburbicon con Julianne Moore e Matt Damon. Al veleno il suo incontro con Jennifer Lawrence, star nel cast di Mother! di Darren Aronofsky, anche questo fi lm in concorso: Clooney e Lawrence sembrano detestarsi da quando lui non volle lei nel cast di Gravity, scegliendo al suo posto Sandra Bullock. Altro rapporto diffi cile quello tra Helen Mirren, Premio Oscar nel 2007 per The Queen, e Donald Sutherland, il “Casanova” di Federico Fellini. Entrambi sono protagonisti del film di Paolo Virzì The Leisure Seeker (una delle quattro pellicole italiane in concorso a Venezia).
Si vocifera che sul set tra i due siano volati stracci. Caratteri entrambi troppo forti. Forse anche troppo “primedonne” entrambi. Ma riguardo a Paolo Virzì il punto è un altro: riguarda il suo rapporto con Micaela Ramazzotti, sua moglie e attrice che viene dal successo di La pazza gioia (sempre diretto dal marito), e a Venezia è protagonista di Una famiglia, di Sebastiano Riso, regista che la volle pure in Più buio di mezzanotte, in cui interpretava la mamma non vedente di un adolescente transgender.

L’attrice ha sempre amato quell’opera, al punto che a un fan che si complimentava per il film, la Ramazzotti rispose, scherzando, che quella pellicola era diversa da quelle di suo marito. All’epoca, era il 2014, Virzì pare non l’abbia presa proprio bene. E ora in Laguna i tre si trovano faccia a faccia. Niente Venezia, poi, per Uma Thurman: pare non voglia incontrare l’ex marito Ethan Hawke, protagonista del film in concorso First Reformed di Paul Schrader, grande regista di American Gigolò, Jean-Michel Jarre, musicista che ebbe clamoroso successo con l’album Oxygène: sembra che pure lui non voglia incontrare l’ex moglie Charlotte Rampling, che a Venezia è la protagonista di Hannah di Andrea Pallaoro. Grande attesa per Ammore e Malavita, dei Manetti brothers, con Claudia Gerini, Giampaolo Morelli e Serena Rossi. La Gerini sbarca in Laguna sabato due settembre. Accanto a lei, il fidanzato Andrea Preti, attore in rampa di lancio e pure produttore.

Poi, previsto per il sei settembre, ma non ancora confermato, l’arrivo al Lido di Penelope Cruz, diva spagnola protagonista di Loving Pablo, film dell’altro spagnolo Fernando Leòn de Aranoa, presentato al Festival in anteprima mondiale fuori concorso. Protagonisti: Javier Bardem e la Cruz. Marito e moglie. Il dubbio della presenza della Cruz è legato a Jasmine Trinca, di certo presente a Venezia in quanto giurata. Il punto è che tra Trinca e Cruz non corre “buon sangue”: Trinca è stata premiata nella sezione Un certain règard al Festival di Cannes per Fortunata di Sergio Castellito, fi lm in cui la protagonista doveva essere invece la Cruz. Insomma: la Trinca ha rubato il ruolo alla Cruz, diffi cile da digerire per la musa di Pedro Almodovar. Tra i film più quotati, The Shape of Water di Guillermo del Toro con Michael Shannon e Sally Hawkins, che non si sono mai visti di buon occhio. Sul set, pare si siano fatti scherzi di cattivo gusto. Lui sarebbe arrivato addirittura a mettere un serpente nel letto della collega

 

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