Marina Ripa di Meana ci ha lasciati a 76 anni, ha perso la lunga battaglia contro il tumore contro cui combatteva da 16 anni. «Perché il male non deve impadronirsi di te, tu non sei la malattia» era solita ripetere Marina Ripa di Meana, spiegando che la malattia l’aveva resa una persona migliore «perché quando stiamo bene noi diamo per scontato la vita, invece quando le forze diminuiscono piano piano godi dei privilegi della giornata delle cose belle che ti succedono».

Originaria di Reggio Calabria, comincia a lavorare come stilista aprendo un atelier di alta moda in Piazza di Spagna, a Roma, insieme con l’amica Paola Ruffo di Calabria, che sarebbe poi diventata regina del Belgio. Nel 1964 sposa Alessandro Lante della Rovere, da cui ha la figlia Lucrezia. Diverrà una delle animatrici della “Dolce vita”, negli anni Settanta ha una tormentata relazione con il pittore Franco Angeli.

Dei suoi uomini ne parlava direttamente lei, «Ne ho avuti tantissimi, persino Gianni Agnelli, ma un giorno arrivò a casa mia, sull’Appia Antica, si affacciò alla porta della mia camera e trovandomi a letto con Eliseo Mattiacci e Gino De Dominicis disse: “Siamo già in troppi”, e se ne andò via».


Divorzia da Lante della Rovere e comincia la relazione con il giornalista Lino Jannuzzi, un amore che è raccontato nel suo best seller I miei primi quarant’anni. Nel 1982 sposa in seconde nozze il marchese Carlo Ripa di Meana. Dal cinema alla tv, era valletta per Maurizio Costanzo al quale tirerà una torta in faccia durante una indimenticabile puntata della trasmissione Grand’Italia. Partecipa come opinionista a centinaia di trasmissioni. Sempre con una causa da difendere: quella per gli animali: poserà nuda contro le pellicce e la scritta L’unica pelliccia che non mi vergogno di indossare.

Alle “prime” della Scala a Milano gli organizzatori erano sempre in ansia di vedersela davanti. Ogni volta voleva stupire, più volte è stata allontanata perché sconvolgeva i presenti: come quella volta che si presentò vestita di bianco per rovesciarsi addosso la vernice rossa per protesta contro l’uccisione dei suoi amati animali per farne pellicce.

Anche alla Mostra del Cinema di Venezia sapeva come stupire, con abiti sensuali ma sempre di classe, con cappelli di ogni tipo, a fiori o a forma di gabbia di uccello. Perché questa era Marina Ripa di Meana. Qui il video-ricordo di Roberto Alessi. 

 

Foto: Facebook