Un successo che si rinnova di anno in anno, un impegno che non si ferma mai. Sì è conclusa meno di tre mesi fa la trionfante edizione 2026 di Miss Trans Italia Sudamerica International, ma si pensa già a scaldare i motori per l’edizione 2027, che porterà con sé una grossa novità. Il concorso dedicato alla valorizzazione e alla visibilità delle ragazze trans cambierà nome e si chiamerà Miss Trans Italia International. Dal 13 luglio sono aperte infatti le iscrizioni al casting per selezionare e decretare le finaliste che si sfideranno a colpi di passerella negli studi tv di Canale Italia a Padova in diretta nazionale a maggio 2027. Sull’account Instagram ufficiale del concorso, miss_trans_italia_sudamerica, si può seguire il video tutorial in più lingue con tutte le indicazioni e i passaggi necessari per presentare la candidatura e partecipare alle selezioni. Ogni edizione potrebbe essere l’inizio di un’esperienza straordinaria, capace di regalare emozioni, nuove opportunità e ricordi indimenticabili. Il grande palco è già pronto ad accogliere le miss del 2027: donne autentiche, determinate e carismatiche, pronte a raccontare la propria storia e a brillare sotto le esperte mani di una delle tre stiliste brasiliane che hanno vestito e reso uniche le 12 finaliste: Claudia Barcellos. Originaria di Paranà, è cresciuta in Amazzonia e vive in Italia dal 1990, a Quarto D’Altino, in provincia di Venezia. «È un concorso che conosco da molti anni, ma non ho mai avuto occasione di collaborare fino all’anno scorso, quando sono stata invitata a consegnare una fascia a una miss. Quest’anno, invece, mi hanno chiesto di occuparmi dei costumi da bagno per le sfilate. È stato un piacere enorme far parte di questa equipe, è davvero una grande opportunità». Continua Claudia: «Quando facevo spettacoli realizzavo io i miei costumi, poi i primi anni del 2000 ho voluto costruirmi una carriera effettiva e mi sono impegnata per diventare stilista di costumi da bagno e intimo. È sempre un orgoglio vedere le mie creazioni su un palco o in televisione». Conclude: «Non c’è una diva in particolare che sogno di “vestire”, forse Elodie o Valeria Marini, e magari in futuro succederà, chissà. Ora il massimo per me è vedere le donne italiane indossare i miei costumi, mi fa sentire accettata e apprezzata. Dalle italiane, infatti, ho imparato molto perché sono sempre classiche e raffinate rispetto alle sudamericane, che sono più disinibite e spigliate».