Pietro Aradori è al settimo cielo. Il cestista bresciano, ala della Nazionale di pallacanestro, ha appena firmato un contratto
di tre anni con la Virtus Bologna, dopo aver concluso la sua avventura con la Grissin Bon Reggio Emilia. Ma è al settimo cielo anche perché ha “riacciuffato” il cuore di Guendalina Canessa. La donna desiderata, con cui ha vissuto due anni d’amore
fino ad aprile scorso quando qualcosa si è incrinato. Karina Cascella, amica della Canessa, all’epoca disse che c’erano problemi tra Pietro e Chloe, la fi glia che Guenda, ex del Gf7, ha avuto con Daniele Interrante. Ma i problemi ora sembrano superati:
da poco infatti i social dei protagonisti di questa storia sono tornati a riempirsi di scatti della coppia e della famiglia, con lui, lei e Chloe insieme, abbracciati. Quasi indivisibili. Pietro dal 21 luglio ha iniziato gli allenamenti con la Nazionale. Gli abbiamo parlato prima che
partisse per il raduno.

Pietro, com’è ora il tuo rapporto con Guendalina?
«Ci siamo riavvicinati».
Vuoi sposarti? Cioè credi o no nel matrimonio, nella famiglia?
«Credo nella famiglia. Nel matrimonio no, non è una delle mie principali aspirazioni».
E se fosse Guenda a chiederti di sposarla?
«In realtà deve essere l’uomo a fare la proposta di nozze alla donna».

Sei uno all’antica, quindi.
«Non sono all’antica, credo semplicemente sia più carino se è l’uomo a fare la proposta».
Le donne oggi si comportano in modo più libero. Insistiamo: se capitasse che fosse Guendalia a fare per prima la proposta, tu come reagiresti?
«Diciamo che in questo momento siamo in una fase embrionale…».

Sei un campione del basket. Ma sei considerato anche un sex symbol…
«Arrossisco se dici così».

Cosa vuol dire essere un sex symbol nello sport?
«Sinceramente non lo so, perché non mi sento in questa categoria».

Di fan però ne hai tante, tanto appassionate di te. Anche uno schivo come sei tu, se ne sarà accorto. È mai capitato che una fan abbia fatto qualcosa di particolare per te?
«In effetti sì… Quando gioco, per scherzare, ogni tanto conio qualche nuovo modo di dire, per esempio in
questa stagione dicevo sempre: “Dominio, andiamo a dominare”. Dopo un allenamento, mi si presenta una
ragazza e mi porge un libro, dicendomi che quando l’aveva visto in libreria aveva pensato a me. Il titolo
del libro era Dominio. Questa è una cosa carina, ma strana che mi è capitata».
Un campione quanto tempo dedica alla vita privata e quanto allo sport? Alcuni possono pensare che
per lo sport, sacrifichi gran parte della vita privata.
«Diciamo che le due cose sono molto unite, nel senso che nella vita privata porti le emozioni, le sensazioni,
le arrabbiature, le felicità che hai sul campo. Poi devi sempre e comunque condurre una vita adeguata a quello che fai: dall’alimentazione,allo stile di vita in genere. Insomma vanno di pari passo».

L’intervista completa, a firma di Giovanni Ciacci, la trovi su Novella2000. 

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