Rebecca De Pasquale

Rebecca De Pasquale: dal noviziato come Sabatino fino al GF 14

Da Sabatino a Rebecca: l’ex concorrente del Grande Fratello 14 Rebecca De Pasquale si racconta sul canale Youtube l’Educatore Influencer.

Rebecca De Pasquale era ospite della terza puntata di A pranzo con l’influencer, la trasmissione social ideata e condotta da Alberto, meglio noto come l’Educatore Influencer. L’ex gieffinaha ripercorso così le tappe fondamentali della sua vita. Dalla partecipazione al Grande Fratello 14 al suo noviziato tra i benedettini fino ai sogni e i progetti per il futuro.

La De Pasquale, che di recente è tornata a far parlare di sé per aver partecipato al salotto di Live! Non è la d’Urso nel ruolo di opinionista, ha fatto un bilancio della sua vita tra eventi pubblici ed esperienze private.

“Sin da bambino, quando ero Sabatino, ai miei compleanni desideravo candeline rosa e bamboline di pezza. I miei genitori, però, me le negavano perché ero un maschietto. Non capivano, ma io avevo questo sentimento già innato in me e la mia famiglia soffriva poiché vedeva la diversità.

Alle scuole elementari sono cominciate le prese in giro. I miei compagni mi ripetevano sempre: ‘Femminuccia, femminuccia’, ma io non mi offendevo. Anzi, ero contenta, mi sentivo donna. Poi, alle medie, quando avevo 13 anni, ho anche avuto un fidanzatino con cui uscivo la domenica oppure dopo scuola a comprare la pizzetta. Con lui andavamo a messa la domenica e ogni tanto ci davamo anche un bacino innocuo. Ma ho sempre tenuto nascosta la mia omosessualità a quei tempi…”

L’esperienza nel monastero benedettino

Nella vita di Rebecca, poi, è arrivata la fede ed un giorno, per caso, la De Pasquale ha sentito la vocazione. Incontrato il Signore ha deciso di provare un’esperienza nuova nel monastero benedettino di Cava de’ Tirreni, dove ha trascorso ben sei anni in noviziato.

“Per me – assicura Rebecca – la fede è come l’amore, la fede può salvare, la fede aiuta in qualsiasi forma di religione. Provengo da una famiglia cattolica cristiana, andavo sempre in parrocchia devotissima alla Madonna del Carmine, e così verso i 16 anni ho avuto la conversione dello spirito e del cuore, decidendo di fare un’esperienza nuova.

Spinta dalla vocazione, entrai in monastero. Avere la vocazione significa innamorarsi, la vocazione ti mette su una strada pulita e ti estranea dalle cose umane negative. La vocazione può arrivare in ogni momento della vita, a 90 anni o, come Santa Caterina da Siena che parlava già con Gesù a 3 anni.

Poi, ad un certo punto, ho capito che questa non era la mia strada e ho abbandonato l’abito monacale ma non l’amore per Dio. Io me ne sbatto di chi vuole giudicarmi perché molti di questi predicano bene e razzolano male, come suol dirsi. Io, un domani, devo essere giudicata se credo in Dio e in questo senso, interiormente, mi sento veramente serena”.

La condizione transessuale

Un frame dall’intervista di Rebecca De Pasquale

Una personalità molto forte ma allo stesso tempo fragile e delicata quella di Rebecca De Pasquale, che tutt’oggi convive ancora con la sua parte maschile.

“Lo psicologo, durante il mio percorso, mi chiese se penso più come Sabatino o come Rebecca. Quelli che vivono nella mia stessa condizione sono stati definiti creature perfette e tutti i grandi poeti dell’antichità li hanno sempre elogiati proprio per il carattere ambivalente. In me Sabatino c’è sempre come maschio, quando ho bisogno di essere forte, nei momenti di disperazione, nell’affrontare le difficoltà. Poi subentra Rebecca per addolcire, è lei che fa la moglie, che tranquillizza. A volte si scontrano ma poi, in fondo, convivono bene insieme”.

Potete dare uno sguardo all’intera intervista, consultando il link diretto alla terza puntata di A pranzo con l’influencer su Facebook al profilo Alla ricerca di Alberto, oppure su Instagram al profilo Alberto l’educatore influencer.

a cura di Stefano Di Capua

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