Roberto Alessi

Roberto Alessi: Insinna torna presto, ma datti una regolata!

Flavio Insinna, come avete sentito a Striscia la notizia, quando capitanava Affari tuoi, leader del suo segmento, smadonnava, s’incacchiava come pochi, insultava (anche con una certa creatività) e sfanculava alla grande (i termini erano questi e qui
non metto i fi nti puntini che non coprono nulla), vittime autori (soprattutto) e concorrenti (a una ha dato della nana).

Tutto avveniva dietro le quinte, piuttosto anguste del Teatro delle Vittorie, un posto che conosco e dove ci entrano solo quelli che lavorano gomito a gomito col capo, lui. Chi ha tradito è uno che lavorava con lui, per lui, grazie a lui, ha tradito (vergogna) forse esasperato da quella situazione e dopo mesi e mesi (proprio non gli è andata giù) ha consegnato (una vendetta? Per soldi? Per mitomania?) la registrazione a Striscia la notizia, il programma concorrente per quattro anni di Flavio che (è il lavoro di Striscia e rientra nel diritto di cronaca) ha pubblicato il materiale.
Che cosa doveva fare Striscia, vedere e tacere? Ho appena sentito le scuse che Insinna ha pubblicato su Facebook, un video lunghissimo, anche commovente, credo molto sincero, dove chiede scusa tante volte, soprattutto alla concorrente insultata e agli autori. Ricorda, tante volte, tutto il lavoro di volontariato che fa per Emergency e la Comunità di Sant’Egidio (Flavio, chi si loda si imbroda), ma soprattutto sottolinea due cose: primo che è una persona onesta e per bene (ha fatto bene a ricordarcelo, ma lo sappiamo tutti, da sempre, traspare ed è così) e che la verità (il fatto che lui dicesse certe cose e che ora si sa) rende infelici, prima, ma poi rende liberi e la libertà fa stare meglio.

«E io oggi grazie agli amici di Striscia oggi sono un uomo più libero». Ricordo che Insinna è un grande, grandissimo artista, un attore eccezionale, e spero di rivederlo presto in tv, ma come tutti gli artisti (quasi tutti) subisce attacchi di grande nervosismo.
Chiamiamoli con il loro nome, di isteria, perché quando c’è tensione per raggiungere un obiettivo (la trasmissione, il gioco, la perfezione professionale) lo si pretende, lo si urla, e i termini a volte, se si è un po’ isterici, sono pessimi, beceri e anche volgari.

Se va perdonato? Neanche mi pongo la domanda. Anche guardando i video di Striscia non condannavo, dicevo solo: «Ma questo era fuori come un balcone». Comunque, come detto, spero di rivederlo presto, sono un suo fan e sono certo che lo sia anche quel genio di Antonio Ricci, il patron di Striscia, se no non se lo sarebbe mai filato di pezza.

Ecco Flavio, facciamo così, la prossima volta, finita la trasmissione, se qualcosa è andato storto, prenditi prima qualche goccina di Valeriana, e portati tua madre in studio, che, come hai ricordato, per raddrizzarti te ne tirava di sberloni quand’eri piccolo, tu la mamma ce l’hai ancora, e di uno sberlone della mamma, quando ce vo’, se dato con amore, ne abbiamo sempre bisogno.

Un abbraccio, Roberto

 

Nino Frassica difende Insinna così…

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