Fabrizio Corona

Roberto Alessi a Silvia Provvedi: «Cara Silvia proteggi Fabrizio Corona»

Cara Silvia Provvedi, ora tocca a te. Fabrizio Corona è uscito da qualche giorno dal carcere, affidato a una comunità di Limbiate.

Fabrizio Corona fuori dal carcere

Di notte sta a casa, niente social, niente amici, niente serate in discoteca, ospitate, interviste e quell’esercito di lecchini che lo aspettavano fuori dal carcere per gridargli «Sei un mito».

Fabrizio Corona segregato. Resisterà? Il giudice è stato chiaro: «È la sua ultima occasione».

Tu, Silvia, lo devi aiutare. Non ti conosco, credo che non ci siamo mai visti, ma mi dicono che sei una bravissima ragazza.

Silvia Provvedi  e l’amore per Fabrizio Corona

Conoscevo il padre di Fabrizio Corona, giornalista di grande fama, conosco sua madre Gabriella, da quando era una giovane sposina, conosco la sua ex moglie Nina Moric, scombinata come poche, ma di certo non cattiva.

Ho conosciuto anche suo figlio Carlos, era un bambino bello e buono come il pane.

Fabrizio Corona ha l’ultima possibilità

Conosco Corona da quando era un ragazzino e quando ho sentito che a chi gli gridava «Sei un mito!», lui rispondeva «Lo so», ho capito che forse il cammino è ancora lungo.

Per questo ora, ripeto, cara Silvia, tocca a te. Corona è incazzato come pochi, lui pensa che gliel’hanno fatta pagare troppo, e come dargli torto?

Ha pagato e ha ripagato anche economicamente le sue bravate come dimostrava il servizio dello scorso gennaio di Francesco Fredella su Novella 2000.

Nel servizio il suo avvocato Ivano Chiesa ci aveva dato le ricevute delle tranche di tasse in arretrato, che nel frattempo ha pagato a suon di trecentomila euro a botta per ogni rata.

Fabrizio Corona ha pagato per la sua ignoranza

Credo che  Fabrizio Corona abbia pagato anche per la sua arroganza e non sono il solo a crederlo. Perfino il suo avvocato ha fatto sempre fatica a tenerlo a freno davanti ai giudici.

Arresto nel 2007 per Vallettopoli, poi di nuovo in galera nel 2013 quando arrivò il primo conto definitivo delle estorsio- ni tentate a colpi di foto e di una marea di altri crimini («Avevo perso la te- sta»).

Fuori nel 2015 in affidamento per andare a disintossicarsi dalla cocaina in comunità (non lo sapevo proprio che lui sniffasse), poi di nuovo dentro.

Un anno dopo quando fu arrestato per il milione e 700 mila euro in contanti scoperto nel contro soffitto in casa di una sua collaboratrice e gli altri 900 mila circa in Austria.

Soldi sporchi, pensavano. Ma quei sol- di Chiesa è riuscito a giustificarli fino all’ultimo euro: sì erano in nero, ma frutto di lavori leciti, li aveva fatti a suon di centinaia di comparsate.

E ora dopo 15 mesi di galera è libero. In pratica ha scontato 5 anni e 5 mesi su un totale di quasi 9.

L’articolo completo si trova sull’ultimo numero di Novella2000 in edicola da oggi 1 marzo.

 

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