Un Festival di Sanremo 2026 lontano dalle guerre degli ascolti

Il Festival di Sanremo 2026 si prepara a tornare sul palco dell’Ariston, dal 24 al 28 febbraio, in un clima sorprendentemente sereno. Le tradizionali battaglie televisive, che per anni hanno segnato la kermesse, sembrano attenuarsi. Fonti televisive confermano: Rai e Mediaset hanno scelto di abbassare la tensione, lasciando spazio a una tregua concreta e simbolica.

Mediaset rinuncia alla controprogrammazione

Durante la settimana del Festival, Mediaset non schiererà programmi in diretta concorrenza. C’è Posta Per Te non andrà in onda. La Ruota della Fortuna rimarrà visibile, ma con durata e posizionamento ridotti. Una scelta che dimostra rispetto per un evento ancora centrale per il pubblico italiano.

Il gesto simbolico di Carlo Conti

A consolidare questo clima disteso è stata anche la partecipazione di Carlo Conti a Verissimo. L’ospitata è stata gratuita e informale. Il gesto, semplice ma significativo, ha contribuito a smussare le tensioni tra le due emittenti.

Sanremo come patrimonio condiviso

Williams Di Liberatore, direttore Intrattenimento Prime Time Rai, sottolinea che Sanremo è “il Festival degli italiani”. La manifestazione resta un momento culturale importante, capace di unire spettatori di tutte le età. Anche la Rai riconosce le logiche di mercato, ma ribadisce la centralità del Festival. L’unica variabile resta lo sport. I playoff di Champions League, il 24 e 25 febbraio, potrebbero sottrarre pubblico nelle prime due serate. Con squadre italiane in campo, una fetta di spettatori potrebbe scegliere il calcio. Nonostante ciò, la storia insegna che battere Sanremo non è facile. In oltre settant’anni, il Festival è stato superato solo in rare occasioni.

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