Serena Grandi condanna Novella 2000 n. 42 2020

Serena Grandi sulla condanna per bancarotta: ‘Pronta a fare ricorso’

3Intervista a Serena Grandi, reduce dalla condanna per bancarotta dopo il fallimento del suo ristorante: ‘Sono innocente, ricorrerò in appello’.

Si professa innocente Serena Grandi, celebre musa di Tinto Brass che negli ultimi anni, oltre a tornare al cinema che conta, ha avuto anche a che fare con certe grane legali. Ci riferiamo al fallimento del suo ristorante, La Locanda di Miranda, gestito attraverso la società Donna Serena a Rimini. Il locale è rimasto aperto per circa un anno e mezzo, prima che quell’avventura naufragasse. Purtroppo – sostiene lei – la concorrenza l’ha soffocato sul nascere. Ora però il tribunale ha emesso condanna per due anni e due mesi verso di lei, Serena Grandi non ci sta e dice la sua a Novella 2000.

Oltre alla bancarotta, sull’attrice penderebbero altri capi d’accusa come la “distrazione di beni” sottratti alla sua stessa società. Qual è la sua versione dei fatti? Lo racconta la stessa Grandi alla nostra Gisella Desiderato, in un’intervista esclusiva che trovate in versione integrale solo sul nuovo numero di Novella 2000.

Nelle settimane scorse è emerso che Serena Grandi avrebbe saputo della condanna solo dai giornali. Com’è possibile?

“È stato un errore del mio vecchio avvocato. Dopo averlo revocato, lui ha continuato a ricevere avvisi. Doveva seguirli o almeno comunicarmeli, ma se n’è fregato. Il mio avvocato d’ufficio non era al corrente di nulla.

Ora non posso dire oltre su questo caso. Coi miei nuovi avvocati abbiamo deciso di fare Appello.

E non solo, perché la Grandi dà ad intendere di essere pronta anche a fare segnalazioni all’Ordine degli Avvocati.

“Ci si deve rendere conto che è una distrazione di un avvocato che evidentemente non mi voleva così bene“.

Distratta lo era però anche Serena, presa da altre e più gravi questioni personali…

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