E’ davvero ridotta all’osso, la nostra super Simo: molto dimagrita, affaticata dalle prove fisiche che partecipare come concorrente all’Isola dei Famosi impone, la scarsità di cibo…. E come se non bastasse il dolore più grande che una donna di spettacolo possa subire: il tradimento del pubblico.
Ebbene sì, tradimento. Parola che uso senza mezzi termini e che potrei sostituire eventualmente con “abbandono”.
Certo, alcune premesse sono d’obbligo:
1. L’isola dei famosi è un programma televisivo e non una miniera nel Belgio di inizio Novecento.
2. Partecipare è stata una sua scelta, ne conosceva le regole e nessunole ha puntato una pistola alla tempia per obbligarla ad andarci.
3. Come per tutti c’è un compenso economico, che nel caso specifico di Simona si vocifera (ma sarà poi vero?) sia diverso da quello degli altri naufraghi
4. Simona può sbagliare e perfino non piacere.
Tutto ciò premesso per dovere di cronaca, rimango della mia: il pubblico l’ha tradita.
Non che ci fosse un patto pseudo matrimoniale, o che qualcosa le fosse dovuto, intendiamoci. Ma Simona ha dedicato quasi trent’anni della sua vita al suo lavoro e i risultati che ha avuto sono talmente importanti e significativi che lasciarla andare alla deriva in favore di un ragazzo incapace di valutare il peso delle parole (non dimentichiamo lo spiacevolissimo equivoco lessicale dal quale è uscito trincerandosi dietro un “non sapevo”) è, a mio parere, ingiusto e ingrato.
Eravamo tutti pronti ad osannarla quando, qualche anno fa, era lei la regina dell’isola. Ricordo, per averli visto con i miei occhi, centinaia di fans fuori dal vecchio studio Fiera 2 di Milano attenderla all’uscita di Quelli che il calcio, fanno oramai parte della storia del nostro costume alcuni suoi modi di dire come “crederci sempre, arrendersi mai”…. Insomma non dovrò certo essere io a star qui a stilare la lista dei grandi successi di Simona, così come non srò io a redigere quella delle mosse meno felici, che forse in qualche misura le sono costate gli ultimi anni meno fortunati. A dimostrazione che anche nello spettacolo chi rompe, paga.
Ma, di nuovo, rimango della mia. A Simona dovevamo di più che un ciao al televoto, chiunque fosse il suo avversario.
Perchè la storia di una donna che ha un successo travolgente, lo vede lentamente farsi più rarefatto e si rimbocca le maniche per ricominciare è la storia di tutti noi, che nella vita abbiamo alti e bassi e che, contenti o meno, ci diamo da fare perchè “guai se no”. Lo dimostra come, da ex regina dell’isola, dopo aver letteralmente inventato un programma che si era cucita addosso, abbia accettato di tornarci da concorrente, esponendosi con le sue fragilità al giudizio del pubblico, lasciando che i segni del tempo, tanto caparbiamente combattuti, siano visibili senza trucco e senza inganno, lasciando che le asperità di un carattere non banale e forse non facile emergano senza filtri.
E poi c’è una Simona che non tutti conoscono: è la Simona che ha messo in piedi una fondazione per raccogliere fondi a scopo benefico, la Simona che si fa in quattro (non senza l’aiuto dei suoi collaboratori, intendiamoci) per organizzare eventi dove i costi devono tassativamente essere ridotti all’osso (pure quelli) per poter avere la maggiore quantità di denaro possibile da devolvere ai vari progetti che in prima persona, con trasparenza e in silenzio lei ha deciso di portare avanti.
Tutto questo fa di lei un’eroina? Assolutamente no. Ma fa di lei una grande professionista che se dalla vita tanto ha avuto, alla vita qualcosa ha anche dato. E per questo meritava una testimonianza di affetto.
Meno male che nei meandri autoriali si nascondeva playa soledad, ulteriore chance di rimanere in gioco davanti alla quale Simona non si è tirata indietro, dimostrando ancora una volta di essere una donna con le palle.
Io sono con te, Simo. Non contro gli altri, ma con te. Che hai dimostrato coraggio e spina dorsale. Chapeau.
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