Sorrida Prego Emanuele Puzzilli Novella 2000 n. 26 2020

Sorrida Prego di Emanuele Puzzilli: i i nuovi restauri in ceramica

Il dottor Emanuele Puzzilli ci parla dei nuovi ritrovati dell’ortodonzia: i restauri in ceramica che sostituiscono corone e ponti metallici.

Chi ha più di cinquant’anni li ricorderà come un inestetismo inevitabile: i ponti e le corone in metallo. Inevitabili perché, davanti a un dente gravemente compromesso, non si può far altro che restaurarlo in modo radicale.

Inestetici perché destinati a marchiare per sempre la dentatura con un alone grigio, in alcuni casi un vero pugno in un occhio. Per decenni, i dentisti non hanno avuto alternative. Oggi non è più così, le alternative ci sono e si chiamano restauri in ceramica integrale. Dovrebbero essere la norma in odontoiatria, anche se qualcuno non se ne è accorto…

Il restauro c’è, ma non si vede
Nei miei studi applico questa tecnica ormai da diversi anni e la soddisfazione dei clienti parla chiaro. Sia dal punto di vista estetico sia da quello funzionale, il risultato è di altissimo livello. Ci sono almeno tre buone ragioni che rendono l’uso della ceramica integrale un’innovazione fondamentale in odontoiatria: precisione e stabilità dell’intervento, perfezione dell’estetica e bio-compatibilità (che si traduce in salute).

Come dentista, le mie preoccupazioni principali sono due: dare ai miei paziente una dentatura bella e
che funzioni. Un dente restaurato deve comportarsi come un dente sano: saldo, forte, capace di far masticare con tranquillità. Se ogni volta che si addenta qualcosa si è costretti a preoccuparsi di non fare danni, si perde molto in sicurezza e spontaneità.

Un dente restaurato, però, deve anche confondersi con quelli naturali. Stesso colore, stessa forma, stesse lucentezza e brillantezza. La ceramica lo premette, mentre i metalli, anche se rivestiti al meglio, lasciano trasparire ombre nere.

Bye bye ai pericolosi restauri in metallo

Un sorriso metal free
Il vero pregio dei restauri in ceramica, però, non si gioca nel campo dell’estetica, ma in quello della salute. Parliamoci francamente: se aveste la possibilità di scegliere, vi fareste mettere in bocca dei pezzi di metallo? Penso proprio di no. Ed è giusto così!

Il futuro è sempre di più dell’odontoiatria metal free, che deve seguire il passo di tutta la medicina, che sta andando in questa direzione. Niente corone e protesi metalliche, niente ganci o fili di ferro per costruire gli apparecchi per l’ortodonzia.

Pensiamo all’azione di corrosione a cui dà vita la saliva, a contatto con una capsula metallica. Si liberano ioni di metalli che entrano in circolo nell’organismo. Gli effetti sono imprevedibili, ma nel lungo periodo possono insorgere disturbi localizzati, per esempio gengiviti, bruciori o afte. La ceramica, invece, è perfettamente bio-compatibile. Non provoca irritazioni o arrossamenti al momento dell’applicazione, e non genera allergie.

Per me la scelta metal free è quasi un obbligo, e fa parte del mio approccio olistico, cioè un’impostazione che tiene conto delle connessioni mente corpo.

Da dentista potrei occuparmi solo della bocca, ma farei un lavoro a metà e tradirei la mia vocazione di medico. Fisico e psiche sono un sistema unitario e complesso, e così vanno trattati. È un po’ cioè che accade con un bel sorriso: ci rende più sicuri, ma è anche la spia di un’ottima salute.

a cura di Emanuele Puzzilli

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