Carere Novella 2000 n. 27 2022

Stefania Lay e Fabio Vitolo: la musica ci insegna la felicità

Stefania Lay e Fabio Vitolo, principi della canzone neomelodica, ci raccontano la loro personale collaborazione in una simpatica intervista a due

Intervista a Fabio Vitolo e Stefania Lay

La magia dei duetti è un elemento che non passa mai di moda, ed è tornata negli ultimi anni alla ribalta tra gli artisti italiani e neomelodici. Ecco che nascono progetti di coppia, per una hit estiva come quella tra due cantanti napoletani come Fabio Vitolo e Stefania Lay.

“Il nostro duetto è nato – confida Fabio – perché io la volli ospitare in una mia trasmissione, tra l’altro pubblicizzavo il mio disco Io so Napulitano. Fu una puntata eccezionale e fu così che mi venne in mente di chiederle una futura collaborazione”.

Fabio, di cosa parla il vostro brano?

“Il nostro brano A Mezzanotte, scritto da Nino Golino e Mimmo Sarti, parla di un amore segreto, spigoloso, ma allo stesso tempo molto intenso e passionale con un sound moderno. Un mix tra musica elettronica, riff di chitarre rock e ritornello reggaeton”.

Com’è lavorare con Stefania Lay?

“È stato davvero molto divertente. È una donna con un gran senso dell’umorismo, molto ironica, con la risposta pronta. È stato molto interessante e costruttivo, perché è un’artista molto professionale. Io da buon scugnizzo ho cercato di rubare e assorbire”.

Ci dice un suo pregio e un suo difetto?

“La sua sensibilità, che riesce a riportarla e a rispecchiarsi in ogni suo brano. Un suo difetto? È troppo disponibile, in questi tempi può risultare un’arma a doppio taglio”.

Una canzone per Totò

Stefania, ora può vendicarsi: ci svela un difetto di Fabio?

“La diffidenza, e io al nostro primo incontro l’ho percepito subito, visto che sono una persona molto intuitiva”.

Stefania, Napoli è una vetrina di talenti musicali. Come si fa a emergere?

“Avere successo è come trovare il vero amore: quando lo trovi devi saperlo gestire e tenerlo in vita, ma non è semplice”.

Se potesse dedicare una sua canzone a una grande attrice icona nel mondo come Sophia Loren, quale le dedicherebbe?

“Solo al pensiero già mi trema la voce dall’emozione… Le dedicherei un testo scritto insieme al grande Vincenzo D’Agostino e Luca Barbato, dal titolo Na Bucia”.

E all’immortale principe della risata Totò?

“Canterei Chi sa che staje facenno, un mio brano che ha suscitato tanto interesse in Gianni Simioli e nel team di Radio Marte”.

A Napoli quale canzone dedicherebbe?

“Alla mia amata città racconterei la mia storia, che mi ha portato lontano per anni con la canzone Io so Napulitan”.

a cura di Barbara Carere

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