Studio Minolfi Novella 2000 n. 8 2021

Studio Minolfi: l’impennata di separazioni dovute al lockdown

Innumerevoli le separazioni nell'anno della pandemia: quali soluzioni adottare per troncare dal partner in sicurezza. Parla lo Studio Minolfi.

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2020: l’anno delle separazioni

Nel 2020 c’è stata un’impennata di separazioni rispetto al 2019: del 60% per l’Associazione nazionale divorzisti, del 30% per l’Associazione avvocati matrimonialisti. Numeri diversi, ma la sostanza non cambia: più coppie sono scoppiate, complice il lockdown con convivenza forzata h24. La causa principale (il 40%) l’infedeltà, anche virtuale. Molte coppie si sono separate in modo non consensuale. Cosa fare dal punto di vista legale per affrontare una separazione tra coniugi? Lo spiega lo Studio Minolfi&Minolfi di Milano.

I Comuni di tutta Italia stanno registrando un’intensificazione delle richieste di annotazione sugli atti di matrimonio di separazioni dei coniugi. I Tribunali segnalano di non riuscire a smaltire i ricorsi che giungono sulle scrivanie dei magistrati relativi a unioni esplose.

Difficile gestire “seconde vite” tra le mura domestiche, magari con figli e partner che passano dietro la porta del bagno mentre si stanno sussurrando parole dolci a terze persone. Difficile controllare malumori, tensioni e ansie dovute alla perdita del lavoro.

L’ordinamento giuridico garantisce diverse soluzioni per dirimere conflitti amorosi, al fine di dare esito “civile” alla drammatica rottura di una relazione. Tre le strade.

Separazione di comune accordo

Se c’è accordo, i futuri ex coniugi possono rivolgersi al Comune di residenza di uno dei due, o presso il Comune in cui è iscritto l’atto di matrimonio o l’atto della loro unione civile.

Non è necessaria l’assistenza di un legale. Dopo circa 30 giorni dall’avvio dell’iter amministrativo, il Sindaco o l’ufficiale dello Stato Civile provvederà a emanare il provvedimento di separazione.

Attenzione: questa modalità è preclusa se siano presenti figli minori, maggiorenni incapaci o portatori di handicap gravi o economicamente non autosufficienti. Oppure se sia necessario dover disciplinare aspetti puramente patrimoniali connessi alla disgregazione del nucleo familiare. Come per esempio l’assegno della casa coniugale, mobili, conti corrente…

Negoziazione assistita

Per far fronte a queste necessità, il legislatore dà la possibilità di avvalersi della negoziazione assistita, prevista dal D. L. n. 132/2014.

Consiste in un accordo raggiunto dai coniugi in sede stragiudiziale, con l’assistenza, ciascuno, del proprio avvocato, senza l’intervento di un giudice. Così si risolve bonariamente la controversia, sciogliendo anche i nodi economici legati alla disgregazione del nucleo familiare.

Separazione tradizionale

Se la relazione è talmente compromessa che tra gli ex partner non vi è dialogo, è necessaria la procedura tradizionale, che può essere consensuale o giudiziale, laddove non sia possibile raggiungere un accordo.

In quest’ultimo caso serve l’assistenza in giudizio di un avvocato. È un giudice a decidere su tutti gli aspetti, patrimoniali e non, connessi alla disgregazione del nucleo familiare. Ad esempio il collocamento dei figli minori, l’ammontare dell’assegno di mantenimento, la casa coniugale.

Le Avvocatesse Eloisia e Luana Minolfi hanno istituito un team di professionisti che sostengono il percorso delle coppie per una valutazione completa di tutti gli aspetti della disgregazione dell’unità familiare.

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