Resente Novella 2000 n. 41 2021

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Studio Resente: tutti i dubbi sulle tre dosi, ecco cosa dicono i medici

Redazione | 30 Settembre 2021

Tutti i dubbi sulla terza dose del vaccino anti-Covid e un ricordo commosso del padre da parte del nostro Alessandro Resente, che propone…

Agire su più fronti

Stiamo vivendo un passaggio molto particolare della nostra storia, caratterizzata da una pandemia ancora sotto molti aspetti sconosciuta. Ma il Presidente del Consiglio e diversi Ministri non parlano agli Italiani, che ne avrebbero ben il diritto. Partiamo dal primo aspetto, la terza dose.

Io sono sostanzialmente favorevole al vaccino, anche sulla base di quanto mi è successo. Ma perché adesso si deve fare la terza dose?

Un ministro o un tecnico nominato dal Governo non potrebbero spiegarlo in maniera corretta? Precisando perché le due dosi non sono più sufficienti, visto che i vaccini più utilizzati erano nati per essere fatti in due dosi? Non è solo una crisi economica, ma riguarda la salute dei cittadini, ed è giusto che sia data l’informazione più ampia possibile, eliminando i dubbi e le perplessità. E forse molte più persone si vaccinerebbero!

Con riferimento invece alla crisi economica, questo è un momento fondamentale perché si potrebbero sfruttare appieno alcune opportunità che si sono create nel mercato, e che permetterebbero di riprendere e ripristinare alcune produzioni.

Uno degli effetti provocati dal Covid è stato il notevole incremento dei costi per i container. Si è passati per il trasporto di un container dalla Cina all’Italia da 1.500/1.800 dollari a 14.000/16.000 dollari, rendendo così meno appetibile l’importazione di alcuni prodotti.

Un governo per gli Italiani e l’Italia dovrebbe cavalcare questo momento. Incentivando, anche con contributi da dare sui risultati, la produzione nella nostra Nazione di tanti articoli ora prodotti in Estremo Oriente. In questo momento si poteva lasciare in sospeso la questione MPS. Si è già tanto sbagliato con le banche venete distrutte, che sinceramente con una politica attenta e costruttiva potevano essere riportate con i conti in regola, evitando così di togliere nel territorio le banche di riferimento.

La grande ripresa

Il Governo e il Presidente del Consiglio ora devono pensare come agire: è troppo importante.

Pensiamo, per esempio, al problema dei chip, la cui carenza dovuta a una serie di fattori, tra i quali la richiesta di dispositivi elettronici da parte delle persone costrette a rimanere in casa per la pandemia, sta creando difficoltà di produzione in molti settori. Una volta noi avevamo l’Olivetti, ma adesso non riusciamo a far ripartire questo settore?

Altro esempio, la crisi nell’approvvigionamento del grano per la produzione della pasta. Invece di parlare dei futuri aumenti, perché non facciamo una programmazione di produzione agricola, visto anche i vantaggi fiscali del settore, cercando così sia di autoalimentare le nostre industrie, sia di migliorare la qualità?

Cerchiamo di cogliere le opportunità che ci vengono offerte e creiamo la GRANDE RIPRESA DELL’ITALIA!

Conoscere il passato per ricostruire il futuro

Mi sono stancato! Non posso più stare zitto. Voglio un’Italia migliore, meno faziosa e meno ipocrita. Mi rendo conto sempre di più che c’è una volontà subdola di guidare – o per meglio dire dominare – i nostri pensieri, cercando di limitare la nostra libertà e il nostro volere. Quante notizie vengono strumentalizzate, per portarci a vedere le situazioni in una determinata maniera. Ma purtroppo siamo esseri intelligenti, e noi Italiani lo siamo molto, e non cadiamo nella falsa informazione, anzi.

Guardiamo anche come una pagina importante della nostra storia viene dimenticata, ma pulsa viva in molti di noi. Pochi ricordano i soldati, i militari che hanno combattuto per l’Italia nella Seconda Guerra mondiale. Certo, perché qualcuno vuole identificarli e catalogarli con il pensiero politico dominante in quel periodo. Invece erano semplici uomini, molto spesso di umile estrazione, che chiamati alle armi hanno ubbidito per senso di dovere e hanno lottato, sofferto e molti sono morti per la Patria, e questo non dobbiamo mai dimenticarlo.

Uno di questi è stato mio padre, grande uomo che tra servizio militare e fronte si è fatto quasi 10 anni, ma lui aveva dato e sofferto già abbastanza. Infatti non ha mai conosciuto suo papà, in quanto quando è nato era al fronte e purtroppo là è morto durante un combattimento della Prima Guerra mondiale, lasciando la moglie da sola a crescere i due figli.

Mia nonna ha sempre coltivato la speranza che il suo uomo tornasse. Ho ancora le bellissime lettere da vedere perché tutte disegnate, dove emergeva forte l’amore che mio nonno provava per sua moglie e i figli. Una straordinaria storia d’amore. Ma questo non è stato sufficiente perché mio padre rimanesse a casa, visto anche che già lavorava per mantenere la famiglia.

I ricordi della Russia

E poi drammatico è stato il suo ritorno dalla Russia. I pochi sopravvissuti dalla campagna russa hanno dovuto ritornare a piedi, mangiando quello che gli capitava. Non c’erano i voli umanitari, ma neppure nessuno che si preoccupasse di loro. Soli e abbandonati, ed è bellissima la pagina che ci raccontava spesso mio padre.

Purtroppo, ritornando assieme ad alcuni suoi compagni si è anche ammalato e non riusciva a stare al passo con i suoi amici, che si sono visti costretti ad abbandonarlo. Ma lui con tutta la forza che aveva dentro ha continuato a camminare, raggiungendoli dove si erano fermati per trascorrere la notte. E a questo punto i suoi compagni hanno deciso di portarlo con loro, perché non era giusto abbandonarlo!

È arrivato a casa che pesava 37 kg, tant’è che mia nonna non l’ha neanche riconosciuto. Si è fatto oltre sei mesi di ospedale, poi ha ripreso in mano la sua vita.

Certo gli hanno conferito la Croce di Guerra. Ma adesso, grazie a tutto questo falso perbenismo, nessuno si ricorda più di loro! Perché non istituiamo un giorno che li commemori e ricordi il loro sacrificio?

Vogliamo raccontare alle nuove generazioni la storia vera, che non è solo ricordare il passato, ma serve per comprendere appieno il presente. Perché bisogna far capire loro quelli che sono i veri valori, e che la vita non è sempre facile, e che il boom economico degli anni Sessanta sorge da una situazione pesante, fatta anche di povertà e limitazioni. Ma la forza e la volontà possono fare molto, e in questo momento è quello che dobbiamo ritrovare!

a cura di Alessandro Resente