Studio Resente Novella 2000 n. 29 2020

Studio Resente: ecco cosa dovrebbe accadere per superare la crisi

Alessandro Resente su quali dovrebbero essere i presupposti perché il Governo aiuti davvero i cittadini a superare la crisi: intervenga Conte.

L’estate è iniziata e la voglia di riprendere a godere della vita si fa sentire sempre più forte, ma purtroppo siamo ancora tanto bloccati dalla paura del Covid 19, dalle incertezze per il futuro e dai tanti problemi economici.

Certo dobbiamo ringraziare i nostri politici per la carica di energia che ci stanno dando. Sono rimasto sconvolto nel vedere il tributo, in ritardo, postumo e senz’anima, ai morti di Bergamo con il coro imbavagliato dalle mascherine.

E con tutte le autorità rigide e con mille formalità, ma lo sanno che la gente sta cercando di riprendere a vivere? Ma questo continuo terrore e le incertezze nelle decisioni governative e i ritardi nella loro attuazione stanno bloccando il Paese. Pensate solo al Decreto Liquidità, che doveva portare quella iniezione di finanza nel sistema in grado sia di arrestare eventuali crisi d’impresa che far riprendere i consumi. Invece fatica a trovare la sua attuazione per un’eccessiva burocratizzazione, con richieste documentali assurde per un periodo di crisi (budget di tre o quattro anni quando non si sa ancora come reagirà l’economia).

Dopo il prestito generalizzato dei 25.000 euro (poi portati a 30.000) di facile richiesta con garanzia al 100% dello Stato attraverso il Mediocredito Centrale (per cui senza alcun pericolo di insolvenza), le banche hanno creato procedure complesse per richiedere quelli aggiuntivi, ma soprattutto ponendoli sotto la propria discrezionalità.

Sembra quasi che non conti nulla il fatto che questi finanziamenti di importo sicuramente più elevato abbiano la garanzia dello Stato per l’80/90%. Non vorrei, come sostengono molti, che le banche non abbiano fiducia nel nostro Stato…

“Il Governo intervenga ad attuare quanto stabilito”

Io spero, e credo, che non sia così ma dipenda piuttosto dal fatto che dopo il fallimento delle due banche venete e dalle varie incorporazioni, siamo in presenza di Istituti di Credito eccessivamente strutturati che stanno perdendo il contatto con il territorio. Molto spesso si fanno le analisi di fido senza neppure recarsi in azienda. Ma com’è possibile? I numeri spesso non raccontano tutto. Cerchiamo sempre di essere persone prima che dei semplici calcolatori.

E poi aggiungo che non è come riportano i maggiori quotidiani, che le imprese non vogliono i finanziamenti. Eccome se li vogliono! Ma pensate per un attimo che problemi di liquidità stanno affrontando con oltre due mesi di chiusura. Capite che, se non arrivano subito, siamo in presenza di una bomba ad orologeria!

Il Governo deve intervenire perché quello che ha stabilito venga attuato. Deve controllare costantemente sia le procedure per richiedere i finanziamenti, ma anche quanti ne vengono concessi. Solo così possiamo passare il guado, il difficile momento. E a quel punto mi piacerebbe che tutti potessimo cantare un verso di A mano a mano di Riccardo Cocciante. Bellissimo inno all’amore, ma che può rappresentare anche il nostro desiderio. “Ma dammi la mano, e torna vicino, può nascere un fiore nel nostro giardino, che neanche l’inverno potrà mai gelare”. E questa sarebbe proprio la rinascita dell’Italia.

a cura di Alessandro Resente

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