Il regime di Caracas avvia le scarcerazioni dei prigionieri stranieri per cercare legittimazione internazionale

Il vento della politica internazionale torna a soffiare sulle prigioni del Venezuela portando con sé le prime, attesissime notizie di libertà per i nostri connazionali. Nelle ultime ore il governo guidato da Nicolás Maduro ha annunciato ufficialmente la scarcerazione di un numero rilevante di detenuti politici e cittadini stranieri. Tra i profili che hanno già lasciato la cella spiccano i nomi dell’imprenditore Luigi Gasperin e del giornalista Biagio Pilieri, figure simbolo di una complessa vicenda giudiziaria.

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Questa mossa improvvisa del palazzo presidenziale di Miraflores non appare come un semplice atto di clemenza ma somiglia piuttosto a una precisa strategia diplomatica. Il regime venezuelano attraversa infatti una fase di profonda instabilità e cerca disperatamente di inviare segnali di apertura agli Stati Uniti e alla comunità globale. Attraverso il rilascio di questi prigionieri Caracas punta a ottenere una nuova legittimazione internazionale che possa allentare la pressione delle sanzioni economiche che soffocano il paese.

All’appello manca Alberto Trentini

La notizia del rilascio di Gasperin e Pilieri ha immediatamente riacceso i riflettori sulla drammatica situazione di Alberto Trentini, detenuto ormai da oltre quattrocento giorni. La sua permanenza nelle carceri venezuelane rappresenta una ferita aperta per la diplomazia italiana che segue con estrema apprensione l’evolversi della lista dei liberati. Parenti e amici attendono con il fiato sospeso un segnale che confermi finalmente la fine di un incubo iniziato in circostanze ancora poco chiare.

Il Ministero degli Esteri italiano mantiene i canali di comunicazione costantemente aperti con le autorità locali per accelerare le procedure di rimpatrio dei restanti prigionieri. Antonio Tajani sta lavorando personalmente per garantire che il nome di Trentini compaia tra i prossimi rilasciati insieme a quello del commercialista piemontese Mario Burlò. La Farnesina agisce con cautela in questo delicato scacchiere geopolitico dove ogni parola può pesare enormemente sul destino degli italiani ancora reclusi a Caracas.

La trattativa è frenetica e coinvolge diverse cancellerie europee impegnate a monitorare il rispetto dei diritti umani nel paese sudamericano. Il rilascio di Pilieri, giornalista stimato e volto noto della politica locale, conferma che la pressione esterna sta producendo i primi frutti concreti. Tuttavia la gioia per le prime liberazioni resta contenuta finché tutti gli italiani non avranno varcato la soglia del carcere per fare ritorno a casa.

L’opinione pubblica segue con partecipazione questa vicenda che intreccia storie personali di sofferenza con i grandi interessi economici legati alle risorse energetiche del Venezuela. Il governo italiano ribadisce la propria fermezza nel pretendere il rispetto della legalità internazionale e la tutela dei propri cittadini ovunque si trovino. Le prossime ore saranno decisive per capire se il segnale di apertura di Maduro sia l’inizio di una vera transizione o solo un calcolo temporaneo.

Dario Lessa