Crans-Montana, nuove autopsie sulle vittime italiane: le salme bloccate prima della sepoltura
La Procura di Roma ordina gli esami post mortem sui cinque ragazzi morti nell’incendio del “Le Constellation”. Un’indagine parallela per…
La Procura di Roma ordina gli esami post mortem sui cinque ragazzi morti nell’incendio del “Le Constellation”. Un’indagine parallela per omicidio plurimo, incendio e lesioni colpose
Crans-Montana, i funerali non bastano: le salme restano sotto sequestro
Non c’è ancora pace per i cinque giovani italiani morti nella tragedia del “Le Constellation” a Crans-Montana. Dopo i funerali celebrati tra mercoledì 7 e giovedì 8 gennaio, le salme non potranno essere definitivamente sepolte. La Procura di Roma ha infatti disposto ulteriori accertamenti medico-legali, ordinando l’esecuzione delle autopsie, ritenute necessarie per chiarire cause e dinamica delle morti. Una decisione che interrompe il percorso del lutto e riapre il tempo dell’attesa, nel nome di una verità che la magistratura svizzera non aveva ritenuto indispensabile cercare con l’esame autoptico.
L’indagine italiana: omicidio plurimo, incendio e lesioni colpose
Competente per i reati commessi all’estero che coinvolgono cittadini italiani, la Procura capitolina ha avviato un’inchiesta autonoma rispetto a quella già in corso in Svizzera. L’ipotesi di reato, al momento contro ignoti, è pesante: omicidio plurimo, incendio e lesioni colpose. Per procedere, i magistrati romani hanno contattato direttamente le procure delle città di provenienza delle vittime, delegando a ciascun ufficio l’esecuzione degli esami autoptici. Un atto formale che trasforma il dolore in atto giudiziario e impone di fermare ogni rito definitivo.
Le deleghe alle procure: chi esaminerà i corpi
La Procura di Roma ha assegnato le competenze in modo mirato:
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Milano per Achille Barosi e Chiara Costanzo,
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Bologna per Giovanni Tamburi,
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Genova per Emanuele Galeppini,
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Roma direttamente per Riccardo Minghetti.
Un lavoro coordinato, pensato per ricostruire con precisione cosa sia accaduto quella notte nell’edificio di Crans-Montana e se vi siano responsabilità penali ancora da accertare.
“Blocco delle salme”: i tempi dell’autopsia
A Milano è stato il pubblico ministero Carlo Salis a disporre il “blocco delle salme” e la riesumazione dei corpi dei due sedicenni. Le autopsie, secondo le prime indicazioni, dovrebbero essere eseguite entro la prossima settimana.
Le famiglie di Achille, Chiara, Giovanni e Riccardo hanno scelto di non affidarsi a legali e di non presentare querele: una posizione di fiducia nella magistratura, che non attenua però la durezza dell’attesa. La verità, ora, passa per i referti.
Il caso Galeppini: “Stava per essere cremato, ci hanno fermato”
Diversa la situazione per Emanuele Galeppini. I genitori si sono affidati all’avvocato Alessandro Vaccaro, incaricato di seguire sia il filone svizzero sia quello italiano. Il legale aveva già sollecitato le autorità del Canton Vallese a disporre un’autopsia, segnalando un elemento che desta interrogativi: sul corpo del ragazzo non sarebbero state riscontrate ustioni e non è ancora stato chiarito con certezza come sia avvenuto il decesso.
«La salma dopo il funerale era in una camera ardente in attesa della cremazione. Tutto si è fermato, è stata prelevata per procedere all’autopsia», ha spiegato il legale. Un passaggio che restituisce la drammaticità del momento: la morte che chiede ancora risposte, quando il commiato sembrava già compiuto.
Perché nuove autopsie: la ricerca di una verità completa
La scelta della Procura di Roma non è formale. Le autopsie diventano lo strumento per capire se le morti siano state causate direttamente dall’incendio, da intossicazioni, da lesioni precedenti o da altre concause. In altre parole: se si tratti di una tragedia senza colpe o se dietro vi siano omissioni, ritardi, responsabilità. In questo passaggio si gioca il senso dell’indagine: non solo stabilire come sono morti cinque ragazzi, ma se la loro morte poteva essere evitata.
Il tempo sospeso delle famiglie
Per le famiglie, il ritorno alla magistratura significa un’ulteriore sospensione del dolore. La sepoltura rimandata, la cremazione fermata all’ultimo istante, i corpi di nuovo affidati ai periti. È il prezzo di una verità che, se arriverà, dovrà essere piena, documentata, incontestabile.
A Crans-Montana la tragedia ha lasciato macerie e domande. In Italia, ora, restano i fascicoli, i sigilli sulle bare e un’attesa che non è solo giudiziaria: è umana. Perché senza una risposta, nemmeno il lutto può davvero cominciare.
Arresti dopo la tragedia
Intanto, la giustizia svizzera ha preso provvedimenti: il gestore del locale “Le Constellation”, Jacques Moretti è stato posto in carcere. La moglie, Jessica, è stata invece collocata agli arresti domiciliari, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta che continua a chiarire cause, responsabilità e dinamiche dell’incendio.