La diplomazia italiana ottiene un successo fondamentale con il rilascio dei due imprenditori che erano stati trattenuti dalle autorità locali a Caracas

Una notizia attesa per settimane ha finalmente squarciato il silenzio diplomatico tra Roma e Caracas durante le prime ore di questa mattinata. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha comunicato ufficialmente che Alberto Trentini e Mario Burlò hanno riacquistato la loro libertà dopo un periodo di incertezza.

«Ho accolto questa notizia davvero con una grande emozione. Finalmente Alberto è libero dopo mesi e mesi di angoscia. Per questo esprimo profonda soddisfazione e sincera gratitudine al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e a tutte le autorità italiane che, a vario titolo, hanno lavorato con impegno e determinazione per raggiungere l’obiettivo della liberazione di Alberto, dopo oltre 400 giorni di detenzione in un carcere di massima sicurezza venezuelano».

Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, commenta così la notizia della liberazione del cooperante veneziano Alberto Trentin.

«Desidero ringraziare il Governo e la rete diplomatica italiana per l’azione costante e silenziosa che ha consentito di arrivare a questo risultato – aggiunge Stefani –. È un grande sollievo per tutti noi. Un pensiero ci tengo a rivolgerlo ai genitori di Alberto, Armanda ed Ezio, che hanno vissuto mesi di grande apprensione. A loro va l’abbraccio dell’intera comunità veneta, che non ha mai smesso di sperare Ora l’incubo è finito, e attendiamo Alberto nella sua città».

I due cittadini italiani si trovano attualmente al sicuro presso la sede dell’ambasciata d’Italia in Venezuela dove hanno ricevuto la prima assistenza necessaria. Il vicepremier ha confermato che entrambi i connazionali godono di buone condizioni di salute nonostante la complessità della situazione vissuta negli ultimi tempi in territorio sudamericano.

Il governo italiano ha seguito ogni fase della vicenda con estrema cautela per evitare che passi falsi potessero compromettere l’esito delle delicate trattative internazionali. Tajani ha sottolineato come questo gesto rappresenti un segnale di distensione molto forte inviato direttamente dalla presidenza di Delcy Rodriguez verso le istituzioni del nostro Paese. La Farnesina ha lavorato costantemente dietro le quinte per garantire che i canali di comunicazione rimanessero aperti anche nei momenti di maggiore tensione politica.

Il sollievo delle famiglie

Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore i due imprenditori potrebbero imbarcarsi su un volo diretto verso l’Italia già nella serata di oggi stesso. L’intelligence e il corpo diplomatico hanno coordinato ogni dettaglio del trasferimento per assicurare che il rientro in patria avvenga nella massima sicurezza e rapidità possibile. Le famiglie degli interessati hanno accolto l’annuncio con un profondo senso di sollievo dopo aver vissuto giorni caratterizzati da una comprensibile e fortissima preoccupazione. Restano ancora da chiarire alcuni retroscena tecnici sulle motivazioni del fermo ma la priorità assoluta delle autorità rimane ora il ricongiungimento dei connazionali con i propri cari.

Questa operazione si inserisce in un contesto geopolitico particolarmente delicato dove il Venezuela cerca di ristabilire alcuni ponti relazionali con i partner europei più influenti. Il ministro Tajani ha ribadito che il governo italiano apprezza sinceramente la collaborazione mostrata dall’esecutivo di Caracas in questa specifica e sensibile occasione umana. Gli uffici consolari stanno ultimando le procedure burocratiche per permettere ai due uomini di lasciare il paese senza ulteriori intoppi o ritardi amministrativi. Il ritorno a casa di Trentini e Burlò chiude un capitolo spinoso e riapre una fase di cauto dialogo tra le due nazioni coinvolte nella vicenda.

Dario Lessa