Decreto sicurezza 2026, cosa prevede la prima bozza
Le prime anticipazioni
Arrivano le prime informazioni sul decreto sicurezza 2026. Il provvedimento è ancora una bozza, ma pare che il governo stia puntando ad una maggiore attenzione verso la delinquenza minorile e all’immigrazione.
Cosa prevede il decreto sicurezza 2026
In queste settimane il governo Meloni sta lavorando al decreto sicurezza 2026. Attualmente il testo è ancora una bozza e nei prossimi giorni dovrà essere definito. Tuttavia nelle ultime ore sono stati anticipati i contenuti, che in particolare strizzano l’occhio alle baby gang, alla delinquenza minorile e all’immigrazione. Ma entriamo più nel dettaglio.
Tra gli argomenti trattati nei 40 articoli c’è un progetto per aumentare la sicurezza nelle stazioni ferroviarie. Ci sarebbe un fondo di 50 milioni del ministero dell’Interno che servirà a finanziare accordi di collaborazione con il Gruppo FS. Ma non solo.
Il decreto sicurezza 2026, come anticipato, mira in particolare a una maggiore attenzione verso la delinquenza minorile. Si vorrebbe infatti ampliare il catalogo dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del questore nei confronti di ragazzini dai 12 ai 14 anni. Sarebbe anche prevista la possibilità di multare i genitori. In più scatta il divieto di vendere coltelli ai minori, anche in rete.
I contenuti della bozza
Gli articoli presentati coinvolgono anche le forze dell’ordine e le manifestazioni. Chiunque non si fermerà all’alt della polizia potrebbe essere punito con una reclusione da sei mesi a cinque anni. In più potrebbero essere sospese le patenti di guida e confiscati i veicoli.
Per quanto riguarda le manifestazioni, il decreto sicurezza 2026 vorrebbe introdurre la possibilità per le forze dell’ordine di trattenere, per non oltre 12 ore, i manifestanti sospettati “di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l’incolumità pubbliche”.
C’è poi anche una sezione dedicata all’immigrazione. Si vorrebbe infatti introdurre la possibilità di interdizione temporanea del limite delle acque territoriali, in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. Questa misura potrebbe durare 30 giorni al massimo. In questo caso, i migranti a bordo di tali imbarcazioni, potrebbero essere condotti in paesi diversi da quello di appartenenza o di provenienza.
In più si punta a rendere più semplici le espulsioni dal paese.
CREDITI FOTO: Marco Iacobucci / IPA
Seguite Novella 2000 anche su: Facebook, Instagram e X.