Il padre di Chiara Costanzo rompe il silenzio dopo la libertà concessa al titolare del Le Constellation dietro cauzione

La cronaca giudiziaria svizzera torna a colpire con la forza di una valanga le famiglie delle vittime della tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Jacques Moretti, il proprietario del locale Le Constellation dove persero la vita giovani vite, ha lasciato il carcere poche ore fa. La notizia della sua scarcerazione, avvenuta a fronte del pagamento di una cauzione fissata a 200mila franchi, ha scatenato una tempesta emotiva e diplomatica senza precedenti tra Italia e Svizzera.

Andrea Costanzo, che in quel rogo ha perso la figlia sedicenne Chiara, ha affidato il suo strazio alle pagine di Repubblica con parole che pesano come macigni. L’uomo descrive questo provvedimento non come un atto formale del tribunale, ma come un attacco diretto alla sua già fragile resistenza psicologica.

«È come spargere sale su una ferita aperta»

“Cosa posso dire in questo momento? È come spargere sale su una ferita aperta che non si rimargina mai, una sensazione assolutamente devastante”, ha dichiarato il genitore. Costanzo ha poi aggiunto un dettaglio che rivela tutta la sua stanchezza emotiva ammettendo che l’unica cosa che lo tiene in vita è la speranza della giustizia. Eppure, davanti alla libertà riottenuta dall’indagato principale, l’uomo confessa apertamente che la sua stessa fede nelle istituzioni svizzere sta pericolosamente vacillando proprio ora.

La magistratura elvetica non ravvisa più il pericolo di fuga o di inquinamento delle prove per Moretti. Questa valutazione tecnica però cozza violentemente con la percezione etica della vicenda, sollevando un polverone politico che ha raggiunto immediatamente i vertici del governo italiano a Roma. La reazione istituzionale non si è fatta attendere, trasformando un caso di cronaca nera in un vero e proprio incidente diplomatico internazionale tra i due paesi.

Per Giorgia Meloni la scarcerazione è un insulto

“Sono indignata dalla notizia e la considero un oltraggio alla memoria delle vittime e un insulto alle loro famiglie”, ha tuonato il premier Giorgia Meloni. Il Presidente del Consiglio ha chiarito che l’esecutivo intende chiedere conto ufficialmente alle autorità svizzere di una scelta che appare incomprensibile agli occhi dei cittadini. Sulla stessa linea si è mosso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, definendo il provvedimento un grave oltraggio alla sensibilità di chi soffre.

Mentre Moretti torna tecnicamente in libertà in attesa del processo, il clima a Crans-Montana resta tesissimo e carico di risentimento per una ferita mai chiusa. La battaglia per Chiara e per gli altri ragazzi prosegue ora su un binario che unisce il dolore privato alla ferma protesta dello Stato.

Dopo quanto accaduto il governo e la Farnesina hanno deciso di richiamare a Roma l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.

Dario Lessa

Leggi anche: Crnas-Montana: Moretti e gli investimenti senza mutuo sotto la lente degli inquirenti