Oggi è il Giorno della Memoria: perché è così importante non dimenticare
Il valore del ricordo per proteggere il futuro dell’umanità Le lancette della storia sembrarono fermarsi quel pomeriggio d’inverno del 1945,…
Il valore del ricordo per proteggere il futuro dell’umanità
Le lancette della storia sembrarono fermarsi quel pomeriggio d’inverno del 1945, quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa varcarono finalmente i cancelli di Auschwitz. Guidati dal fermo comando del maresciallo Ivan Stepanovic Konev, i soldati russi entrarono nella città polacca di Oswiecim scoprendo un orrore che superava ogni umana immaginazione. Davanti ai loro occhi si palesò lo scheletro di una fabbrica della morte che aveva operato nel silenzio complice di un’Europa ferita e distratta. I superstiti apparivano come ombre umane sospese tra la vita e il nulla, testimoni involontari di un sistema di annientamento meticolosamente progettato dal regime nazista.
L’inizio di una presa di coscienza globale senza precedenti riguardo alla Shoah
L’apertura di quei cancelli non fu soltanto un atto militare, ma segnò l’inizio di una presa di coscienza globale senza precedenti riguardo alla Shoah. Le parole dei sopravvissuti svelarono gradualmente i dettagli agghiaccianti dei metodi di tortura e delle tecniche di sterminio sistematico adottate all’interno del lager polacco. “Non dimenticate mai ciò che abbiamo visto”, sussurravano i reduci ai loro liberatori, consapevoli che il racconto era l’unica arma rimasta per onorare i defunti. Ogni testimonianza divenne un tassello fondamentale per ricostruire la verità storica su un genocidio che aveva cercato di cancellare interi popoli dalla faccia della terra.
Un percorso di consapevolezza che l’Italia ha saputo anticipare con una sensibilità istituzionale davvero fuori dal comune. Il nostro Paese istituì formalmente la giornata della memoria già nel 2000, precedendo di ben cinque anni la risoluzione ufficiale delle Nazioni Unite. Questa scelta legislativa non voleva solo onorare le vittime ebree, ma intendeva condannare fermamente le leggi razziali fasciste che macchiarono indelebilmente la nostra storia nazionale. Si scelse il 27 gennaio per creare un ponte ideale tra il dolore del passato e la responsabilità civile che ogni cittadino deve oggi coltivare.
La risoluzione 60/7 dell’Onu, siglata nel novembre del 2005, ha poi trasformato questa ricorrenza in un impegno solenne per tutti gli stati membri della comunità internazionale. Il Giorno della Memoria serve a ricordare i deportati militari e politici italiani, ma celebra anche i Giusti che rischiarono la vita per proteggere i perseguitati. Celebrare oggi questa data significa ribadire che la libertà non è una conquista definitiva, ma un valore fragile che richiede una vigilanza costante e quotidiana. Senza la memoria storica, l’umanità rischierebbe di smarrire la propria bussola morale e di ripetere tragicamente gli errori che portarono all’abisso di Auschwitz.
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