Il tycoon conferma il presidio Ice in Minnesota e avverte Londra sui rapporti con la Cina durante la prima del documentario su Melania

Il tappeto rosso del Kennedy Center si trasforma in un palcoscenico politico per Donald Trump. Prima di assistere alla proiezione del nuovo documentario intitolato “Melania”, il Presidente degli Stati Uniti ha affrontato i cronisti con la consueta schiettezza comunicativa. Il clima di festa per il tributo cinematografico alla First Lady non ha infatti ammorbidito le posizioni del tycoon sui dossier più caldi dell’agenda internazionale e interna.

La linea invalicabile sul Minnesota e l’Ice

L’attenzione dei media si è subito concentrata sulla tesa situazione in Minnesota, dove le recenti operazioni dell’Ice hanno sollevato accese proteste popolari e istituzionali. Trump ha voluto spazzare via ogni dubbio su un possibile arretramento tattico delle forze federali impegnate nel contrasto all’immigrazione clandestina. “Non ritireremo assolutamente gli agenti dell’immigrazione dal Minnesota”, ha dichiarato con fermezza il Presidente ai reporter che lo incalzavano sulla gestione dell’ordine pubblico.

Diplomazia navale e tensioni con Teheran

Il capitolo esteri ha visto l’Iran come protagonista assoluto della serata, con un messaggio che mescola abilmente minaccia militare e speranza diplomatica. Trump ha confermato che una potente flotta statunitense sta navigando proprio in queste ore verso le acque mediorientali per monitorare da vicino le mosse di Teheran. “Sarebbe fantastico se non dovessimo attaccare l’Iran e speriamo vivamente che un intervento militare non si renda necessario”, ha sottolineato il Presidente.

La successione alla Fed e l’avvertimento a Londra

Non sono mancati accenni all’economia e alle alleanze storiche, con l’annuncio imminente della nomina del successore di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve. Trump ha anticipato che il nome verrà reso noto venerdì mattina (oggi), ponendo fine a mesi di speculazioni sui mercati finanziari globali. Il mandato di Powell scadrà a maggio e il Presidente cerca una figura che possa assecondare la sua visione di tassi di interesse più bassi.

In ultima analisi, il tycoon ha lanciato un monito severo al Regno Unito in merito ai recenti tentativi di riavvicinamento commerciale con Pechino. Ha definito “molto pericolosa” la volontà di Londra di stringere nuovi accordi con la Cina, avvertendo che simili mosse potrebbero minare i rapporti transatlantici. Questo avvertimento giunge proprio mentre il Primo Ministro britannico cerca di bilanciare le necessità economiche post-Brexit con la fedeltà politica alla Casa Bianca.

Dario Lessa

Leggi anche: Khaby Lame e il mistero del miliardo di dollari: genio finanziario o bolla speculativa?