Flora Tabanelli, dalle radici nel rifugio tosco-emiliano al podio di Livigno: la favola della diciottenne che ha raccontato un’infanzia senza tv né smartphone

Il cielo di Livigno ha una nuova stella che non teme le vertigini. Flora Tabanelli, a soli 18 anni, ha messo la firma sul primo, storico bronzo olimpico del freestyle azzurro, trasformando un’infanzia fuori dal comune in una parabola di successo sportivo. In una lunga confessione ai microfoni della Gazzetta dello Sport, la giovane campionessa ha svelato che la sua non è solo una questione di centimetri e rotazioni in aria. La storia di Flora parte da lontano, da un rifugio a 1800 metri sull’Appennino dove il tempo sembra essersi fermato per anni, lontano dai display dei cellulari e dal rumore della televisione.

Un’educazione tra vette e acrobazie circensi

Figlia di un grafico con un passato da acrobata circense, Flora ha ereditato una genetica fatta di equilibrio e pura creatività. La sua non è stata un’educazione convenzionale. Crescere con i fratelli Miro e Irene in una natura selvaggia, dove per tornare a casa servivano venti minuti di cammino dopo la seggiovia, ha forgiato un carattere d’acciaio. In quel microcosmo montano, il leggendario Alberto Tomba era di casa: un mentore silenzioso e un amico di famiglia pronto a chiamare per celebrare questo storico terzo posto ottenuto con un salto mai provato prima in stagione.

Il legame con Miro e la sfida della Maturità

Il segreto del suo successo risiede in un mix di audacia e supporto familiare. È stato il fratello Miro a spingerla verso le rampe di plastica costruite in giardino, ed è stato lui il pilastro fondamentale durante il buio dell’infortunio subito a novembre. Flora descrive i suoi salti come una forma d’arte: una frazione di secondo in cui il tempo si dilata e la testa si svuota completamente. Ora, tra una sessione di pianoforte e il sogno di iscriversi a Matematica dopo la maturità, la “fata delle nevi” si prepara all’operazione al ginocchio prevista per marzo, con la consapevolezza di chi ha già imparato a volare altissimo.

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