Sanremo 2026: top e flop tra nostalgia e scivoloni digitali
Sanremo 2026, pagelle e momenti chiave della prima serata del Festival di Carlo Conti L’Ariston si conferma il termometro emotivo…
Sanremo 2026, pagelle e momenti chiave della prima serata del Festival di Carlo Conti
L’Ariston si conferma il termometro emotivo del Paese, inaugurando un’edizione che fonde l’eredità del passato con le dinamiche pop contemporanee. La direzione artistica di Carlo Conti per Sanremo 2026 sceglie una linea sicura, puntando su figure iconiche per blindare uno share che, tuttavia, non ha centrato le aspettative iniziali. L’apertura è un colpo di teatro nostalgico: la voce di Pippo Baudo avvolge la sala, ricordandoci che il Festival è, prima di tutto, un rito collettivo. Tra tributi necessari e imprevisti tecnici, la prima serata ha tracciato una rotta chiara, oscillando tra la celebrazione della storia televisiva e la freschezza dei nuovi circuiti discografici.
La classifica della Sala Stampa
Il primo verdetto arriva dai giornalisti. In un ordine volutamente casuale, i cinque nomi che guidano il gradimento sono Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e l’inedita coppia Fedez-Masini. Un mix eterogeneo che premia tanto la qualità vocale quanto l’innovazione stilistica.
Il tridente Conti-Pausini-Yaman
Carlo Conti governa la macchina sanremese con una precisione chirurgica (Voto: 7), chiudendo persino in anticipo sui tempi. Al suo fianco, una Laura Pausini in Armani si conferma l’anima del palco, nonostante un piccolo incidente al microfono gestito con la solita ironia romagnola. La quota “glamour” è affidata a Can Yaman; il divo turco, pur con un look audace, e olio di mandorla spalmato sul corpo, come se non ci fosse un domani, ha retto il palco omaggiando Kabir Bedi in un simbolico passaggio di testimone tra i “Sandokan” di ieri e di oggi.
I momenti Top: emozione e memoria civile
Il tributo al Maestro Peppe Vessicchio e a Pippo Baudo (Voto: 10) ha segnato il picco emotivo della serata, un atto dovuto a un pilastro della musica italiana. Straordinaria anche Gianna Pratesi, 105 anni di lucidità e coraggio, che ha ricordato la nascita della Repubblica portando una ventata di storia vissuta (Voto: 10). Nota di merito per Tiziano Ferro: il suo medley per i 25 anni di carriera ha letteralmente fermato il tempo, confermandolo un fuoriclasse assoluto delle performance live.
I momenti Flop: l’errore grafico che scotta
In una macchina quasi perfetta, l’unica macchia è arrivata dal comparto grafico. Durante l’omaggio alla Repubblica, un refuso sul maxischermo ha trasformato “Repubblica” in un imbarazzante “Repupplica”. Un errore veniale ma visibile, che è diventato immediatamente virale, ricordandoci che anche nel tempio della perfezione televisiva, il fattore umano (o un clic sbagliato) può fare la differenza.
Seguite Novella 2000 anche su: Facebook, Instagram e X



