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Editoriale – Cosa ha avuto in cambio da Epstein?
di Roberto Alessi Le pesanti accuse di spionaggio commerciale e i legami mai chiariti con il caso Epstein portano il…
di Roberto Alessi
Le pesanti accuse di spionaggio commerciale e i legami mai chiariti con il caso Epstein portano il fratello del Re in tribunale, mentre spuntano dettagli inquietanti su voli privati e visite sospette a Palazzo
Sono talmente abituato a chiamarlo “il principe Andrea” che mi riesce difficile chiamarlo Andrea Mountbatten Windsor. Un commoner, uno come noi, anche se è il figlio della regina Elisabetta e fratello di re Carlo III. E ora l’hanno pure arrestato. Si sa il perché: come emissario commerciale del governo inglese ha passato informazioni a Jeffrey Epstein, l’imprenditore americano suicidatosi in carcere nel 2019, dove ci era finito come l’amante e sodale Ghislaine Maxwell. Questo è il perché sia stato arrestato e poi rilasciato. La pena potrebbe essere salatissima. Intanto gli avevano già tolto il titolo di principe, l’appannaggio reale, la casa, perfino l’uniforme militare. Tutto. Ma c’è un secondo perché che preoccupa gli inglesi e soprattutto re Carlo: perché ha passato quelle notizie a Epstein? Per denaro, per amicizia, per farsi bello? O per avere qualcuna di peggio in cambio? E considerando il reato di cui si è macchiato Epstein, pedofilia (si è parlato anche di vittime giovanissime), la cosa non solo fa orrore, ma perfino paura, tanto che personalmente mi sembrerebbe perfino meno grave se Andrea l’avesse fatto per denaro, perché l’altra ipotesi fa tremare i polsi e spero proprio che non sua famiglia reale, per la sua ex moglie Sarah Ferguson (che ho conosciuto e che mi era anche molto simpatica e che aveva avuto dei prestiti da Epstein che poi disse di aver restituito, credo). In più c’è un’altra parte dell’inchiesta, si legge sui tabloid britannici: oltre al passaggio di notizie riservate sui commerci inglesi con Paesi asiatici potrebbero esserci di mezzo anche informazioni su spese e forniture militari. Si parla del permesso accordato all’aereo privato di Epstein, il cosiddetto Lolita Express, un nome forse spirato al famoso romanzo di Nabokov in cui un uomo maturo vive una storia torrida e malata con un’adolescente, Lolita appunto. Quell’aereo pare portasse ragazze, anche giovanissime, forse minorenni. Una di quelle ragazze sarebbe entrata in Gran Bretagna senza permesso e sarebbe stata invitata anche a Buckingham Palace. Perché ci è andata? E perché Andrea l’ha ricevuta? Carlo III ha detto di essere «preoccupato per le notizie su Andrea Mountbatten-Windsor e il sospetto di abuso d’ufficio, questione che deve essere investigata dalle autorità, che hanno il nostro totale sostegno e massima cooperazione. La legge deve seguire il suo corso». Nel frattempo, ha aggiunto, «non sarebbe corretto fare ulteriori commenti. La mia famiglia e io continueremo a fare il nostro dovere». L’opinione pubblica si fa cento domande. Possibile che a palazzo, dove operano quotidianamente i servizi segreti per tutelare la sicurezza della famiglia reale, non avessero saputo della presenza di una giovane amica dell’allora principe Andrea? Tutto sarebbe documentato negli “Epstein Files”, le migliaia di e-mail trovate nelle case di Epstein, il quale pare tenesse un archivio dettagliato dei suoi rapporti con uomini famosi e facoltosi, come appunto Andrea.
Questa storia ricorda un film dell’orrore, Non aprite quella porta. Ma la porta ormai è spalancata e forse il peggio deve ancora venire.
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