A cura di Paul Ingrassia, Acting General Counsel della General Services Administration (GSA)
Proprio come suggerisce il nome, il Save Act – opportunamente ribattezzato dal Presidente Trump come “Save America Act” – rappresenta un passo essenziale verso la sicurezza delle nostre elezioni e, di conseguenza, verso il ripristino di una certa credibilità delle istituzioni governative americane. L’eredità del 2020 continua a proiettare una lunga ombra sulla legittimità delle elezioni negli Stati Uniti, passate, presenti e future. Questa è una reputazione negativa.
L’unica anomalia, ovvero la “miracolosa” vittoria del Presidente Trump nel 2024 contro ogni previsione, sottolinea ulteriormente che il sistema elettorale è irrimediabilmente compromesso e che Trump ha dovuto praticamente essere guidato dalla Provvidenza per ottenere la vittoria. Proprio come gli Israeliti furono costretti alla disciplina e all’autogoverno quando Mosè – con l’aiuto divino – aprì il Mar Rosso, gli americani devono ora cogliere questo “dono” e sollecitare i legislatori ad agire con tempestività, poiché affidarsi alla Provvidenza per correggere ogni elezione è una strategia inefficace. Inoltre, la finestra per un’azione legislativa significativa si sta chiudendo rapidamente. Il momento di agire è adesso.
È innegabile che senza elezioni libere e corrette, in cui i cittadini possano esercitare il diritto di voto con fiducia nella legittimità del processo, la democrazia rappresentativa fallirà. Non è possibile avere istituzioni democratiche e responsabili se i processi elettorali sono compromessi. La legittimità del governo deriva da procedure elettorali che siano, in generale, eque, legali e ben organizzate. Questo è un pilastro fondamentale di qualsiasi sistema democratico.
Tuttavia, secondo l’autore, i Democratici e i media di sinistra avrebbero progressivamente degradato questo elemento fondamentale della democrazia americana, indebolendo i sistemi elettorali attraverso vari metodi: diluizione del voto con schede per corrispondenza non firmate, facilitazione del voto senza documento d’identità, riduzione della trasparenza nel conteggio dei voti e utilizzo di macchinari vulnerabili invece di schede cartacee.
Nessuna nazione che valorizza la libertà può esistere senza cittadini responsabili capaci di autogoverno, né senza la convinzione diffusa che il sistema funzioni. L’autogoverno richiede onestà nel modo in cui si svolgono le elezioni. E, secondo l’autore, oggi le elezioni sarebbero oggetto di sabotaggio.
L’onestà nelle elezioni è paragonabile al rispetto delle garanzie procedurali nei processi giudiziari: così come non si tollerano processi iniqui, non si dovrebbero tollerare procedure elettorali opache o manipolate.
Secondo il testo, la mancanza di controlli basilari, come la verifica dell’identità e della cittadinanza, avrebbe contribuito a questa situazione. Per questo motivo, la riforma delle procedure elettorali avrebbe ricevuto nel tempo anche un certo supporto bipartisan.
L’integrità elettorale, afferma l’autore, non è una questione di parte: è buon senso richiedere un documento d’identità per votare. La distinzione tra cittadini e non cittadini è essenziale, e il diritto di voto è uno dei privilegi più sacri della cittadinanza.
Uniformare le procedure elettorali a livello federale non violerebbe diritti, ma li rafforzerebbe, aumentando la sicurezza del voto.
A supporto di questa posizione, vengono citati precedenti giuridici, come il diritto fondamentale alla libertà di movimento, che può comunque essere regolato (ad esempio con passaporti o controlli di sicurezza). Analogamente, misure di sicurezza elettorale sarebbero giustificate per proteggere il sistema.
La Costituzione, all’Articolo I, Sezione 4, attribuisce agli Stati il potere di regolare le elezioni, ma consente al Congresso di intervenire. Storicamente, il governo federale è già intervenuto più volte, ad esempio con il XV Emendamento e il Voting Rights Act.
Secondo l’autore, le attuali condizioni – incluse le politiche migratorie – renderebbero ancora più necessario standardizzare le misure di sicurezza elettorale.
Infine, il testo sostiene che cittadinanza e controllo dei confini siano strettamente collegati: se la cittadinanza perde valore, anche i diritti ad essa connessi, come il voto, vengono svuotati.
Per questo motivo, l’autore conclude che è necessario approvare il Save America Act, che includerebbe:
•obbligo di documento d’identità per votare
•prova di cittadinanza
•limitazione del voto per posta (salvo eccezioni)
•uso di schede cartacee
•voto nello stesso giorno
Senza un impegno federale per l’integrità elettorale, sostiene, il futuro della democrazia americana sarebbe a rischio.