L’intelligenza artificiale incontra la robotica
Il settore manifatturiero italiano affronta la carenza di personale con soluzioni robotiche Le aziende manifatturiere italiane stanno affrontando una…
Il settore manifatturiero italiano affronta la carenza di personale con soluzioni robotiche
Le aziende manifatturiere italiane stanno affrontando una crisi senza precedenti nella ricerca di personale qualificato, con i giovani che sempre più spesso rifiutano di lavorare nelle fabbriche. Questo sta spingendo il settore verso una rivoluzione tecnologica che vede protagonisti i robot umanoidi e collaborativi come soluzione strategica per mantenere la competitività produttiva.
Secondo i dati più recenti, si stima che nel 2026 saranno installati 609.000 nuovi robot a livello globale, mentre il mercato mondiale dei robot industriali raggiungerà i 16,7 miliardi di dollari. In Italia, il totale di robot ordinati censiti da SIRI è stato di 7.941 nel 2025, in crescita rispetto all’anno precedente. Particolarmente interessante l’espansione del segmento dei cobot (robot collaborativi), cresciuti del 12% nel 2024.
Robot e intelligenza artificiale: la nuova frontiera del manifatturiero
«Le aziende non riescono più a trovare personale disposto a lavorare nelle fabbriche» spiega Fabio Giovine, fondatore di Ingenia, azienda campana specializzata in digitalizzazione industriale e che serve circa 500 aziende manifatturiere. «I giovani non vogliono più lavorare in produzione e questo, unito ai costi del personale e alle problematiche gestionali, sta spingendo gli imprenditori verso soluzioni robotiche sempre più avanzate».
Il fenomeno non riguarda solo l’Italia. Il mercato globale dei robot umanoidi ha raggiunto i 3,14 miliardi di dollari nel 2025 e si prevede che raggiungerà gli 81,55 miliardi di dollari entro il 2035, evidenziando una crescita esplosiva del settore. Questi robot, a differenza dei tradizionali bracci meccanici, sono progettati per lavorare fianco a fianco con gli operatori umani, svolgendo compiti che vanno dal packaging alla selezione automatica dei prodotti.
La strategia di Ingenia per affrontare la carenza di personale
«La robotica collaborativa rappresenta un’evoluzione naturale dell’automazione industriale. Non si tratta più solo di sostituire il lavoro manuale ripetitivo, ma di creare sistemi intelligenti che possono apprendere e adattarsi alle esigenze produttive attraverso l’intelligenza artificiale». L’azienda campana, che ha di recente ottenuto l’accreditamento ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), sta sviluppando soluzioni che integrano AI e robotica per il settore manifatturiero.
L’impatto di questa trasformazione si estende ben oltre le fabbriche. «Questi robot potrebbero anche entrare nelle case, aiutando nelle attività quotidiane. Nel settore alberghiero possono assicurare i servizi in camera, nella sanità assistere i pazienti allettati. Sarà una delle fette di mercato più importanti dei prossimi 15 anni». Alla fiera MECSPE, a Bologna, Ingenia ha presentato i suoi robot umanoidi a circa 1.500 espositori e a un pubblico di 100.000 visitatori, soprattutto e titolari di aziende manifatturiere.
Italia competitiva grazie all’industria 4.0: il ruolo dell’intelligenza artificiale
La rivoluzione robotica porta con sé anche sfide significative. Le figure lavorative tradizionali dovranno evolversi. «Gli operatori che oggi svolgono operazioni manuali dovranno necessariamente evolversi in figure più tecniche, specializzandosi nella manutenzione e gestione dei robot». Tuttavia questa transizione non è priva di complessità. Aziende come BMW hanno già creato stabilimenti totalmente robotizzati, ma hanno dovuto negoziare accordi sindacali per gestire l’impatto occupazionale. La questione del ricollocamento del personale rimane centrale.
Dal punto di vista tecnologico, l’Italia mantiene una posizione competitiva grazie alle competenze sviluppate nel settore dell’automazione industriale 4.0. «Le nostre conoscenze sull’intelligenza artificiale ci permettono di inserire i robot in contesti manifatturieri dandogli una certa resilienza. Possiamo addestrare robot con AI interno che possono operare in automatico con un livello significativo di autonomia».
Le prospettive indicano una crescita continua del settore. L’integrazione tra intelligenza artificiale e robotica sta creando sistemi sempre più sofisticati, capaci di apprendere osservando le azioni umane e replicandole. Questa modalità di programmazione “per osservazione” potrebbe rivoluzionare il modo in cui i robot sono addestrati e implementati nelle linee produttive.