Perché tutti parlano di Ilaria Salis? C’entra la casa e scoppia la polemica
Ilaria Salis è al centro di una polemica che riguarda l’assistente parlamentare Ivan Bonnin e una casa.
Ilaria Salis e il suo assistente parlamentare Ivan Bonnin sono al centro di una polemica, che riguarderebbe anche un’ipotetica casa condivisa. Cosa sta succedendo? Ecco i dettagli dell’inchiesta del Giornale.
Ilaria Salis al centro delle polemiche per una casa: l’inchiesta del Giornale
L’assistente parlamentare di Ilaria Salis, Ivan Bonnin, è finito al centro delle polemiche dopo che i due sono stati trovati insieme in una stanza di hotel di Roma alle sette del mattino, durante un controllo della polizia. La donna ha subito negato qualsiasi tipo di coinvolgimento sentimentale, sottolineando che tra loro c’è solo un’amicizia e una collaborazione. Il Giornale sta portando avanti un’inchiesta per scoprire i dettagli della vicenda che coinvolge l’eurodeputata di Avs e il suo assistente, entrando in possesso di alcuni documenti che potrebbero smentire le parole di Salis. Un’eventuale conferma, potrebbe portare a una violazione del regolamento europeo, secondo cui i deputati non possono chiedere l’assunzione del partner o coniuge.
Secondo quanto riportato dal Giornale, fino alla fine del mese scorso, Ilaria Salis e Ivan Bonnin sarebbero stati residenti nello stesso indirizzo di una casa situata a Milano. Dopo il controllo della polizia e le polemiche che sono scoppiate, l’europarlamentare avrebbe deciso di spostare la sua residenza in un’altra città. Se questa rivelazione dovesse avere conferma, per la donna diventerebbe molto più complicato riuscire a negare una relazione con il suo assistente.
Ilaria Salis e Ivan Bonnin: ci sono violazioni del regolamento europeo?
Quella che sembra una situazione privata, potrebbe trasformarsi in una questione pubblica, perché se Salis avesse avuto una relazione con Bonnin, con cui sembrerebbe aver condiviso la residenza, avrebbe violato il regolamento europeo nel momento in cui lo ha assunto come assistente parlamentare accreditato (APA).
Inoltre, come riportato dal Giornale, potrebbe esserci un’altra violazione. L’APA, infatti, al momento della firma del contratto, si impegna a rispettare obblighi legali e contrattuali nei confronti del Parlamento Europeo, tra cui l’obbligo di “stabilire la propria residenza nel Paese della sede di lavoro designata ((Bruxelles, Strasburgo o Lussemburgo)“. Ivan Bonnin, però, risulterebbe residente a Milano. L’uomo avrebbe anche dei precedenti penali: una condanna del 2015 per interruzione aggravata di pubblico servizio e per violenza privata, con sei mesi di carcere tramutati in una multa da 15.000 euro.