Negli ultimi mesi sono due le mamme che hanno spaccato l’Italia. La prima si chiama Catherine Birmingham ed è finita sotto i riflettori dopo che i suoi tre bambini sono stati allontanati dalla ormai celeberrima casa del bosco. L’altra è Nicole Minetti. Lei le luci della ribalta le conosce bene anche se ormai da qualche anno – «otto», sottolinea a Novella 2000 il suo avvocato Emanuele Fisicaro – se n’è tenuta a debita distanza. In una manciata di giorni ha recuperato tutto il tempo perso con una vicenda che da dossier giudiziario si è trasformata in un terremoto politico che ha investito addirittura Sergio Mattarella.

Nicole Minetti, la grazia, la possibile revoca e l’ombra del sessismo

«Chiariremo quello che c’è da chiarire», spiega con estrema tranquillità a Novella 2000 il legale dell’ex igienista dentale, la quale ebbe un ruolo centrale nel cosiddetto “caso Ruby”, di cui fu protagonista Silvio Berlusconi. Fisicaro ci tiene a sottolineare come la sua cliente sia «vittima di attacchi in quanto donna e mamma. Su questo aspetto ha detto la sua anche Giulia Blasi, scrittrice, conduttrice radiofonica e giornalista, specializzata in temi relativi alla condizione femminile e al femminismo: «Se parliamo in termini generali sono le donne quelle che in questi casi perdono la reputazione. Nicole Minetti è diventata un po’ il simbolo di tutta quella scena che girava intorno a Silvio Berlusconi, ai suoi collaboratori. Alla fine, lei è stata condannata, mentre l’ex premier è morto che era ancora in attività come politico».

 

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Questo estratto è contenuto nel numero di Novella 2000 attualmente in edicola, dove compare, tra le altre, anche la testimonianza della giurista Vitalba Azzollini.

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