Mahmood chiamato a testimoniare a New York: il caso che coinvolge Riccardo Tisci
Mahmood è stato chiamato a New York a testimoniare nel processo sul caso che coinvolge Riccardo Tisci.
Il cantante Mahmood sarebbe stato chiamato a testimoniare al processo per violenza sessuale a carico di Riccardo Tisci, ex direttore creativo di Givenchy e Burberry.
Mahmood testimone nel processo contro Riccardo Tisci: il motivo
Mahmood sarebbe stato convocato a New York come testimone nel processo per violenza sessuale a carico di Riccardo Tisci, accusato di aver drogato e aggredito un uomo di 35 anni, Patrick Cooper. Il cantante non è indagato, ma è stato convocato a testimoniare perché quella sera era presente e sarebbe stato lui a dare un drink a Cooper, come avrebbe dichiarato il 35enne. Le sue parole sono state riportate da MowMag, e parlerebbero di una possibile droga all’interno del drink, che spiegherebbe il suo blackout.
Gli avvocati di Tisci hanno chiesto di ascoltare il cantante sotto giuramento. La sua presenza è solo come testimone e la richiesta di ascoltarlo non implica responsabilità penali o accuse nei suoi confronti. Riccardo Tisci e Mahmood si conoscono da molti anni e hanno collaborato diverse volte. Il cantante era apparso nella campagna natalizia “What is Love?” realizzata da Tisci per Burberry, insieme a Carla Bruni. La loro amicizia era nota alla stampa italiana per le loro apparizioni anche a eventi esclusivi e a feste di compleanno. Dal 2024 i loro nomi non sono più comparsi insieme.
Mahmood convocato come testimone nel processo contro Riccardo Tisci: la vicenda
Secondo quanto riportato dagli atti, Patrick Cooper avrebbe incontrato Riccardo Tisci la notte tra il 29 e il 30 giugno 2024, quando era uscito con l’amico Michael Alexander per festeggiare il Pride Weekend a New York. Lo stilista era in compagnia di Mahmood. Michael Alexander conosceva Tisci e gli ha presentato Cooper, poi avrebbero deciso tutti insieme di proseguire la serata in un locale di Harlem. Il 35enne sostiene di aver bevuto solo un drink e questo è un dettaglio che non è stato sottovalutato nella ricostruzione dell’accusa.
Secondo quanto si legge nella denuncia sporta, quel cocktail gli sarebbe stato consegnato da Mahmood. Cooper ha sostenuto di non aver assunto droghe volontariamente e di avere un’alta tolleranza all’alcol. Nonostante queste premesse, avrebbe avuto un blackout totale, per questo è convinto che nel drink ci fosse della droga. L’uomo sostiene di essersi risvegliato completamente nudo nell’appartamento di Riccardo Tisci, senza ricordare nulla. Avrebbe aggiunto che quando si è svegliato, Tisci lo stava baciando. Secondo la ricostruzione depositata in tribunale, l’amico Michael Alexander si sarebbe assentato quindici minuti dal locale di Harlem, senza poi riuscire più a trovare Copper, Tisci e Mahmood.