Ci sono cognomi che raccontano una storia. E poi ci sono cognomi che custodiscono un’eredità artistica capace di attraversare il tempo. È il caso dei Rondinella, una famiglia che ha lasciato un segno importante nella canzone napoletana classica e nello spettacolo italiano.

Oggi quel percorso continua grazie a Davide, nipote del celebre Giacomo Rondinella, il quale ha scelto di portare avanti non solo il repertorio musicale, reinterpretandolo in chiave moderna, ma l’intero patrimonio di famiglia, fatto di eleganza, emozione e tradizione.

Lo zio di Davide, infatti, appartiene alla storia della musica italiana. Cantante e attore amatissimo, ha condiviso il palcoscenico con grandi protagonisti dello spettacolo come Totò ed Eduardo De Filippo, contribuendo a rendere immortale una stagione straordinaria della cultura musicale italiana.

E il nipote non è da meno: negli ultimi anni ha consolidato il proprio percorso artistico con partecipazioni televisive su Rai 1, TV2000 e importanti festival come Casa Sanremo, o in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Franco Zeffirelli presso l’omonima e importante Fondazione, dove ha cantato Fratello sole sorella luna, nonché all’Ischia Film &Art Festival dedicato a Luchino Visconti, in cui ha presentato l’inedito Ormai è Napule.

Occasioni che gli hanno consentito di valorizzare il retaggio e il folclore partenopeo agli occhi del grande pubblico. Oltre alla musica, il cantante si occupa di teatro con tre produzioni che raccontano la sua identità artistica. Ieri… ma Oggi, un viaggio nella storia della famiglia Rondinella e della grande canzone napoletana.

Canto perché non so volare, invece, rende omaggio ai grandi interpreti della musica con riletture eleganti e personali. Infine Un passo dopo l’altro rappresenta il suo spettacolo più intimo, un racconto autobiografico in cui musica e parole accompagnano il pubblico attraverso il suo percorso umano e professionale.

A dare esclusività a questi spettacoli è la collaborazione con TPM Records, guidata dal produttore Gianni Ronga, che firma arrangiamenti originali e una riproduzione musicale in grado di conferire forza e bellezza alla canzone napoletana, esaltandone il linguaggio.

«Ricordare mio zio Giacomo – afferma Davide –  non significa vivere di nostalgia, ma trasformare una preziosa eredità culturale in uno spettacolo vivo, capace di emozionare anche le nuove generazioni. Un percorso costruito con passione, autenticità e rispetto, e che continua a dare nuova voce a una storia destinata a non finire mai».