Incontro Aldo Montano, medaglia d’oro nella scherma individuale ai Giochi olimpici di Atene 2004. Siamo alla sfilata di John Richmond (ma guai aggiungere il nome di battesimo John: lo stilista e Saverio Moschillo, il suo produttore, quello che lo ha portato al successo, sono ai ferri corti, in arbitrato, per cui il John, non so perché, è sparito). È solo, non c’è la sua fidanzata russa Olga Plachina.

Aldo come sempre è bello come il sole, come sempre simpatico, in forma, con una miriade di donne che lo adorano, e, purtroppo, come sempre appena uscito dall’ennesimo shock anafilattico che lo ha portato quasi in punto di morte (credo sia il decimo).

Già perché Montano è allergico, ma allergico forte, alla caseina e non c’è verso di responsabilizzare i cuochi dei ristoranti dove va: mentono, sapendo di mentire, e rischiano grosso, perché lui lo dice sempre. L’ultima volta è successo quindici giorni fa.

“Ospite del ricevimento tenutosi al Quirinale in occasione dei 70 anni della Repubblica italiana”, leggo sui giornali, “lo schermidore livornese è dovuto correre in ospedale in seguito ad uno choc anafilattico, scatenatosi dopo aver mangiato qualcosa contenente caseina”.

Oh, Montano, ormai sei famoso per le medagli d’oro e per i ricoveri.

«Certo, sono sempre al pronto soccorso: mi vogliono morto».

E quante volte, perfino al Quirinale?

«Ennesima disattenzione ed ennesima corsa in ospedale».

Ma è un incubo.

«M’è successo nei bar, nei ristoranti…»”.

E sì che ti conoscono, sei famoso.

«E lo dico, chiedo, mi preoccupo, purtroppo è successo anche al Quirinale».

Sempre stato allergico.

«E sempre lo dico: sono allergico alla caseina e anche se lo comunico ogni volta… puntualmente due volte l’anno finisce così».

Ma lo sottolinei veramente?

«Certo, l’ultima volta, lo chef mi ha detto: questo lo puoi mangiare…»

E tu?

«L’ho mangiato».

E poi?

«Poi m’ha detto: questo non lo puoi mangiare».

E tu?

«Non l’ho mangiato».

E quindi?

«La caseina era contenuta anche in quello che lui diceva che andava bene»

Risultato?

«Corsa all’ospedale».

Si rischia la morte?

«Certo, mi vogliono morto».

Ma pensa la follia… Oltretutto uno chef rischia non solo una grana, un peso sulla coscienza, ma anche la fine della sua carriera, tu sei famoso per questo tuo problema.

“Certo, ma non c’è verso».

Posso darti un consiglio?

«Quale?».

Portati da casa in tasca un pacchetto di cracker e finiscila lì, se hai un vuoto di stomaco, mangi una vola a casa.

«Hai ragione, tiro fuori dalla tasca un pacchetto di cracker, chiedo un bel bicchiere di vino e porto a casa la pelle».

Montano, guarda che noi, visto il campione che sei teniamo alla tua pelle.

«Non dirlo a me».

 

 

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